Draghi riapre? Galli già punta i piedi: "Rischio calcolato male"

L’infettivologo non sembra essere molto d’accordo con le decisioni prese dal governo in fatto di riaperture

Draghi riapre? Galli già punta i piedi: "Rischio calcolato male"

Massimo Galli, direttore del reparto di Infettivologia dell'ospedale Sacco di Milano, non sembra certo vedere di buon occhio le decisioni che il governo ha preso in fatto di riaperture. L’infettivologo, ospite di Lilli Gruber della trasmissione “Otto e mezzo” su La7, ha spiegato la sua opinione riguardo il nuovo calendario: "Rischio calcolato? Calcolato male". Il premier Mario Draghi aveva infatti detto: "Con la decisione di oggi il governo ha preso un rischio ragionato fondato sui dati che sono in miglioramento, ma non in miglioramento drammatico". Si vede però che questo rischio, tanto ragionato a Galli non sembra. Che ancora una volta non ha abbandonato il suo pessimismo.

Galli: "Un rischio calcolato male"

Durante il suo intervento ha tenuto a spiegare che in Italia “abbiamo ancora 500mila casi attivi che significa averne il doppio, perché non possono che essere più di così visto che ce ne sono sfuggiti molti. Abbiamo somministrato appena 23 dosi e mezzo di vaccino ogni 100 abitanti, e c’è ancora un'importantissima parte di 70enni, 80enni e 90 anni che non sono ancora vaccinati. In Inghilterra hanno una situazione migliore della nostra ma lo stesso Boris Johnson ha espresso che riaprono per necessità di tipo economico ma già prevede casi, morti, difficoltà…".

Ha poi continuato asserendo che il sistema dei colori è stato praticamente un flop, perché non ha funzionato e prova lampante è la Sardegna. E anche se, come lo stesso Galli ha riportato, la curva dei contagi vede una flessione appena accennata, il suo timore è che presto si vedrà un segno opposto. Tanto per essere ottimisti. L’unica possibilità, secondo l’esperto, sarebbe quella di riuscire a vaccinare molte persone in poco tempo, ma anche qui la speranza che possa accadere è nulla, come ha praticamente fatto capire senza tanti giri di parole. “Rimango in allerta e con grande preoccupazione" ha concluso, togliendo ogni speranza a chi invece vedeva nelle riaperture un modo per cercare di tornare a una vita quasi normale dopo un anno e mezzo di chiusure a singhiozzo.

Preoccupato dal calendario delle riaperture

Già durante la giornata di oggi, Galli aveva fatto capire di essere alquanto preoccupato per il calendario delle riaperture stilato dal governo. L’apertura di ristoranti e bar nelle zone gialle, e anche delle lezioni in presenza per tutte le scuole di ogni ordine e grado sembrano essere per Galli fonte di timore, preoccupato dal fatto che il virus possa ripartire. Aveva quindi esortato i politici a non fare fughe in avanti con date certe, con il rischio di portare tante attività a riaprire e poco dopo a dover richiudere. Un altro errore per l’infettivologo è anche quello di far tornare gli studenti in presenza per l’ultimo mese dell’anno scolastico. Puntando i piedi, Galli sembra non tenere conto che scuole, ristoranti e attività chiuse non fanno certo bene né all'economia, né alla salute mentale delle persone. All’Huffington Post Galli aveva sottolineato che “offrire prospettive positive e favorevoli, e non sempre e soltanto disposizioni nel senso della chiusura, è fondamentale, ma non bisogna mai perdere di vista le evidenze scientifiche”.

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