Al Gemelli un centro per il recupero della visione

Diagnosi precoce, controlli oculistici periodici, cure tempestive, ma anche riabilitazione. Sono queste le armi fondamentali, per evitare gravi disabilità visive. Come l'ipovisione, una riduzione forte e permanente della funzione visiva. Secondo l'OMS, nel mondo vivono almeno 246milioni di ipovedenti, circa 11milioni in Europa e oltre un milione in Italia.

La vista perduta non può più essere recuperata. Tuttavia, i pazienti ipovedenti, possono migliorare la loro percezione visiva, grazie alla riabilitazione. Una possibilità, tagliata a misura di paziente, che si apre quando la malattia raggiunge la fase in cui, dal punto di vista terapeutico, non è più possibile intervenire. «A questo punto, si possono sfruttare quelle che sono le capacità del sistema visivo, per far lavorare le parti al di fuori dell'area retinica coinvolta», spiega Edoardo Midena, direttore clinica oculistica, AO-Università di Padova. «Attraverso un test particolare, microperimetria, è possibile identificare qual'è la nuova zona della retina che il cervello ha destinato come centro della fissazione. Dopo aver valutato le necessità del soggetto (se più per una visione vicina o lontana), si cerca di fare in modo di aumentare le capacità visive di quest'area. Addirittura vi sono situazioni in cui si vede che la zona trovata spontaneamente dal cervello nella retina, non è tanto efficiente da punto di vista della funzione. Allora la si sposta. Si fanno eseguire al paziente degli esercizi con il microperimetro, insegnandogli a spostare la sua fissazione nell'area migliore. Si tratta di un training che va ripetuto per 3-4 settimane». L'Italia, nell'ambito della riabilitazione visiva è all'avanguardia, con un centro di eccellenza: il Polo nazionale di servizi e ricerca per la prevenzione della cecità e la riabilitazione visiva degli ipovedenti. L'unico Centro di collaborazione dell'OMS in Europa per la prevenzione della cecità e il solo al mondo per la riabilitazione visiva. Ha sede presso il Policlinico A.Gemelli di Roma. É stato fondato dall'Agenzia Internazionale per la prevenzione della cecità (Iapb), promotrice della Campagna sulle maculopatie «Non perdiamoci la vista», una iniziativa, realizzata in collaborazione con Novartis.

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