La generazione perduta

Per fortuna che gli anziani hanno la precedenza nella vaccinazione anti Covid. Immaginate se a gestire questa crisi fossero state le giovani leve della politica

Per fortuna che gli anziani hanno la precedenza nella vaccinazione anti Covid. Immaginate se a gestire questa crisi fossero state le giovani leve della politica, invece che delle vecchie glorie. Invece ancora una volta il pallino è nelle loro mani, certamente più sicure di quelle dei Toninelli e dei Di Maio. In queste ore, a dare le carte a vario titolo e a diversi livelli sono Sergio Mattarella, che di anni ne fa 79, Clemente Mastella (73), Bruno Tabacci (74), i «giovani» Bersani, solo 69, e Dario Franceschini (62), Beppe Grillo (73), e sull'altro fronte Silvio Berlusconi (84) e Gianni Letta (85). Quando i «ragazzi», due anni fa Matteo Salvini e oggi Matteo Renzi, combinano casini, tocca a loro provare a rimettere insieme i cocci.

Questo per dire che la politica è un lavoro serio che richiede maturità ed esperienza. Altro che rottamazione della vecchia guardia. Non importa se la soluzione è quella che uno si aspetterebbe. Intendo che la soluzione o la trovano loro o non la si trova. Hai voglia a dire: «Ci risiamo con Mastella». Bello sarebbe se esistesse un Mastella trenta o quarant'enne. Non c'è, e forse non può neppure esserci. Ci sono campi in cui essere giovani è un plus - Mark Zuckeberg, fondatore di Facebook, ha solo 36 anni, ed Elon Musk, capo di Tesla, è l'uomo più ricco del mondo a 46 anni - ma altri in cui la mancanza di capelli bianchi è un minus. La gestione della cosa pubblica è una di questi.

A me fanno un po' tenerezza, a volte ridere, questi parlamentari ragazzetti dei Cinque stelle ma non solo - la maggior parte dei quali ex disoccupati nel mondo reale - che appaiono in tv a spiegarci come gira il mondo. Al massimo potrebbero lustrare le scarpe a Mastella, portare la borsa a Tabacci o fare gli uscieri nell'ufficio di Bersani. Eppure se la tirano da statisti, dimenticando che due volte su due in soli due anni non sono riusciti a tenere in piedi un governo e strada facendo hanno perso i due terzi del consenso.

Adesso sono lì che pendono dalle labbra di chi avrebbero voluto rottamare sperando solo di salvare posto e stipendio garantito. Stiamo assistendo al fallimento di una generazione che aveva illuso gli italiani di poter cambiare il Paese in meglio. Una generazione che non si è dimostrata all'altezza della fortuna incrociata. Non era difficile prevederlo, ma ne prendiamo atto senza alcun compiacimento.

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Commenti
Ritratto di mortimermouse

mortimermouse

Sab, 16/01/2021 - 17:15

eh, questo significa che dobbiamo riscoprire l'importanza di una persona con esperienza, e non sempre significa giovane, perchè di solito il giovane non fa cosi tanta esperienza da diventare saggio: lo abbiamo già visto in renzi, alfano, salvini, gentiloni, ecc....

Ritratto di mortimermouse

mortimermouse

Sab, 16/01/2021 - 17:34

quando ho visto il primo "giovane" salire al potere (dopo la fine della prima repubblica), era rutelli, che allora aveva appena 40 anni, i risultati non sono stati veramente eccellenti... :-)

Valvo Vittorio

Sab, 16/01/2021 - 18:30

Quando si è giovani, si è più impulsivi che riflessivi. A maturità ottenuta, riflessione e impulsività si equivalgono, con la vecchiaia avviene il distacco, perchè mancano le forze. E' un ciclo della vita ineluttabile, ma con le dovute eccezioni che possono accorciare o allungare il ciclo naturale della vita. Tempi addietro i partiti democratici creavano dei corsi per essere instradati in politica. Credo che questo da qualche tempo non si faccia! Credo anche che Grillo abbia considerato la politica come qualcosa di grottesco facilmente plasmabile!

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dlux

Dom, 17/01/2021 - 11:07

La perdono per non aver pubblicato il mio post di protesta per la Sua avventata affermazione Vecchiaia=Saggezza, essendo evidente la forzatura. Peraltro è sbagliato anche affermare l'inverso Giovinezza=Leggerezza (aggiunga Lei il sinonimo che preferisce). Questo per dimostrare che è una questione di impostazione mentale. Si può essere pragmatici o superficiali ed è il nostro carattere ed il nostro cervello a deciderlo. Certo, con l'età le cose possono cambiare, ma solo nei contorni, nelle nozioni che si assimilano, nelle esperienze di ognuno, nelle lezioni che la vita ci riserva, ma l'impostazione è quella. "Una generazione che aveva illuso gli italiani di poter cambiare il Paese in meglio". La colpa non è della "generazione", ma degli italiani e della politica tradizionale che li ha portati a sbagliare.

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02121940

Dom, 17/01/2021 - 17:12

Ci voleva Alessandro Sallusti per dire tutta la verità. Per questo continuerò a comprare il suo giornale.

necken

Dom, 17/01/2021 - 17:45

i giovani hanno fretta non vogliono fare gavetta e poi devono farsi le ossa... I media hanno comunque la responsabilità di veicolare saggiamente giovani e meno giovani

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bonoitalianoma

Dom, 17/01/2021 - 18:07

I grandi della Terra, imperatori o similarità, sono diventati quelli che sono passati nei libri di storia per due questioni: o erano all'altezza del loro ruolo o hanno avuto una gran botta di fondoschiena ... tutto il resto è destino benigno o beffardo.