Giuseppe Giangrande positivo al covid-19, è stato dimesso

Il carabiniere è ricordato per essere stato ferito da un colpo di pistola davanti a palazzo Chigi nel 2013, di recente aveva contratto il virus, la figlia: "Non era mai uscito di casa"

Il maresciallo Giuseppe Giangrande, ricordato per essere stato gravemente ferito dinanzi a palazzo Chigi il 18 aprile 2013, si è recentemente ammalato di covid-19. Fortunatamente, il militare non è in pericolo di vita ed ora sta meglio. È stato quindi dimesso dall'ospedale fiorentino di Careggi. Come si legge dall'agenzia Ansa, Giangrande ha trascorso 5 giorni di degenza e adesso terminerà le cure a casa, a Prato. A confermarlo la figlia Martina che, dal giorno dell'attentato, si occupa di lui. Intervistata al telefono, Martina ha dichiarato: "Sta discretamente bene, ora possiamo stare vicini, continuerò ad aiutarlo". Martina Giangrande ha rilasciato anche delle dichiarazioni al settimanale Giallo, nel corso delle quali ha affermato: "Quando ho sentito squillare il telefono in piena notte mi è caduto il mondo addosso. La mia mente è improvvisamente tornata a 7 anni fa, quando mi chiamarono per dire che mio padre era stato vittima di una sparatoria. Ho avuto il cuore in gola, ho temuto di nuovo di perderlo e avevo il terrore di rispondere".

Giuseppe Giangrande positivo al coronavirus, ora sta meglio

Martina, figlia del maresciallo Giuseppe Giangrande, ha ricordato la terribile notte in cui è stata informata che il padre era stato trovato positivo al coronavirus: "Per fortuna mi hanno subito tranquillizzato, mi hanno detto che papà stava bene ma che, purtroppo, era stato contagiato dal coronavirus. È stato un fulmine a ciel sereno, perché eravamo rimasti sempre a casa". La donna ha temuto seriamente per la sorte del genitore, del resto, il covid-19 ha mietuto numerose vittime nel nostro paese. Il 20 marzo 2020 è stato un venerdì nero per il nostro paese: 627 decessi in un solo giorno. Tornando a Giuseppe Giangrande, ricordiamo che il militare è costretto sulla sedia a rotelle dal giorno del ferimento avvenuto mentre era in servizio dinanzi a palazzo Chigi a Roma.

Il militare, originario di Palermo, ma residente da tempo a Prato, è accudito dall'amorevole presenza di sua figlia Martina. Pochi giorni prima di essere trasferito al Careggi di Firenze e ricoverato nel reparto di malattie infettive del policlinico, aveva accusato una febbre molto alta. A testimoniarlo è stata proprio Martina: "Papà aveva la temperatura molto alta, 39 e mezzo, ma non avrei mai potuto immaginare il coronavirus". La 30enne ha spiegato come, a causa delle sue condizioni da paralitico, il genitore sia spesso soggetto ad infezioni urinarie che spesso gli causano un aumento della temperatura. Martina, inizialmente, pensava che, anche in questo caso, la febbre fosse causata dalla medesima infezione.

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