Corsa al Green pass: test pure di notte

Proposta l’estensione della terza dose ai 50enni. Calati i numeri della prima somministrazione

Corsa al Green pass: test pure di notte

Ormai l’effetto Green pass sulle prime dosi sembra essere passato e infatti, dopo neanche una settimana dall'entrata in vigore dell’obbligo della certificazione sui luoghi di lavoro, la corsa al vaccino è calata. Con conseguente aumento esponenziale dei tamponi, tanto da portare le farmacie a chiedere di poter effettuare i test anche di notte. Intanto il Consiglio di Stato ha confermato la legittimità dell'obbligo vaccinale ai sanitari, e il generale Figliuolo ha invitato le Regioni a sollecitare la campagna per il booster, ovvero la terza dose di vaccino anti-Covid, che ha già preso piede: negli ultimi giorni le terze dosi sono state di più rispetto alle prime somministrazioni.

Lunedì scorso sono stati circa 47 mila gli italiani che hanno ricevuto la prima inoculoazione, contro i 54 mila della settimana precedente. La seconda dose ha riguardato invece circa 50mila soggetti. Non tanto diversa la situazione martedì, quando le prime dosi sono andate a 36.915 persone, e le terze a 55.835. Nelle scorse settimane invece c’era stata una vera e propria corsa a fare il vaccino in vista dell’entrata in vigore del Green pass per i dipendenti pubblici e privati. In molti avevano sperato di riuscire così a raggiungere il 90% dei vaccinati entro la metà di dicembre e allentare di conseguenza le restrizioni. Ma non sembra che andrà esattamente così. Se si continua con i numeri degli ultimi due giorni, ovvero circa 42mila prime dosi quotidiane, mancherebbero 2,5 milioni di italiani per raggiungere il traguardo del 90% dei vaccinati. E servirebbero quindi ancora un paio di mesi. Difficile che si riesca ad arrivarci entro la fine dell’anno, sempre che non ritorni la possibilità dell’obbligo vaccinale.

Con il calo delle prime dosi si è visto invece aumentare il numero dei test effettuati nelle farmacie e nei laboratori di analisi per i cittadini che hanno bisogno del Green pass. Come riportato da Il Messaggero, secondo Federfarma, martedì scorso in Italia sono stati processati oltre un milione di test di cui circa 200mila sono tamponi molecolari e circa 800mila sono invece antigenici rapidi. Di questi ultimi, due terzi sono stati eseguiti in farmacia mentre un terzo è stato processato nelle strutture pubbliche. Lunghe file che hanno portato la Federazione degli ordini dei farmacisti italiani (Fofi) a chiedere di poter tenere aperte le farmacie oltre l'orario di lavoro e anche nei giorni previsti di chiusura. Il commissario Figliuolo si è fatto portavoce della richiesta alle Regioni.

Intanto il governo prova ad accelerare sulle terze dosi, per le quali il Consiglio di Stato ha confermato la legittimità dell’obbligo vaccinale al personale sanitario cercando di sottolineare che serve a tutelare non solo gli operatori ma anche i pazienti e i soggetti fragili che si recano nelle strutture ospedaliere. Il generale Figliuolo ha scritto alle Regioni riguardo la somministrazione del booster: “Considerata l'attuale ampia disponibilità di vaccino e la perdurante elevata potenzialità di somministrazione”, si proceda “con immediatezza ad effettuare i richiami vaccinali in parallelo a tutte le categorie indicate, fermo restando il solo vincolo del rispetto dell'intervallo temporale di almeno sei mesi dal completamento del ciclo vaccinale primario”.

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