FrancofortePer Abarth, il marchio tuttopepe di Fca (produce e commercializza versioni sportive ed elaborazioni di vetture Fiat), il 2016 sarà un anno speciale. E mentre all'orizzonte si potrebbe intravedere una versione con lo Scorpione anche della 500X, l'attesa riguarda soprattutto l'arrivo della variante Abarth della nuova Fiat 124 Spider, prodotta in Giappone nell'impianto di Mazda.
«Questo modello - anticipa Paolo Gagliardo, responsabile di Abarth, manager del gruppo con esperienze a 360 gradi - fa parte di una nuova serie di novità. La 124 sarà lanciata prima dell' estate. Nasce in Giappone, nostro secondo mercato, ma una volta sbarcata a Torino sarà oggetto di una messa a punto nel segno dello Scorpione».
Anche la Nuova 500 avrà una cugina tuttopepe?
«In molti ci richiedono una nostra interpretazione, vedremo...».
Abarth sempre più protagonista all'interno di Fca...
«Siamo una squadra affiatata e abbiamo un'organizzazione molto articolata. Ci piace lottare per portare il nostro programma all'approvazione. E una volta ottenuto l'ok, i tempi di realizzazione sono rapidissimi».
Come descrive una vettura Abarth?
«Divertente, una “piccola Ferrari”, un sogno realizzabile. Al cliente permettiamo di guidare con il sorriso, fuori dagli schemi».
E poi?
«La prima cosa sono le prestazioni, per noi una religione. Dentro Mirafiori c'è la nostra officina, il comparto di ricerca-sviluppo e la produzione».
Quanto costa un'Abarth?
«A partire da 18.600 euro, ma la gran parte dei nostri modelli sono venduti attraverso finanziamenti. Il valore residuo è comunque elevato. I concessionari mi dicono che Abarth è un “assegno circolare”. Di fatto, realizziamo un upgrading tecnico su modelli Fiat».
L'accordo con Yamaha?
«Il gruppo Fca collabora con loro da anni. Ma con noi c'è una vera affinità di valori».
Ci descrive il cliente
tipo di Abarth?«Ha 40-50 anni ed è dotato di forte desiderio di divertirsi. Ma ci sono anche molti giovani ai quali si addice il motore da 140 cavalli. Una volta provata, è difficile che la firma sul contratto non arrivi».