I dieci "comandamenti" per imparare in fretta una lingua straniera

Avete necessità urgente di imparare una lingua straniera? Ecco le dieci regole

I dieci "comandamenti" per imparare in fretta una lingua straniera

“The cat is on the table”. Il problema è quando il gatto scende dal tavolo. Come andiamo avanti a tradurre in inglese? Ok, questo è un esempio “borderline” (che per chi non lo sapesse significa “di confine”, “limite”, insomma, un esempio esagerato), ma è planetariamente risaputo che la maggior parte di noi italiani con la lingua di Sua Maestà, e più in generale con gli idiomi stranieri, non ha certo la stessa dimestichezza dei popoli scandinavi. Ci sono però alcuni escamotage che possono aiutarci ad acquisire più facilmente una lingua diversa dalla nostra. Ne abbiamo selezionati una decina. E vedrete che quando il gatto scenderà dal tavolo non sarà più un vostro problema. Innanzitutto non accontentarsi di quanto imparato sui banchi di scuola. Secondo alcuni sondaggi, solo il 4% degli ex alunni è in grado di sostenere una conversazione, il restante 96% balbetta qualche locuzione o alla peggio si è già scordato tutto. Evitare i corsi che prevedono soltanto un’ora di lezione a settimana: inglese, spagnolo e francese, considerate le lingue più abbordabili, richiedono un impegno di studio pari a 600 ore e, se le settimane sono 52, ci vorrebbe circa un decennio per arrivare a conoscere una lingua in modo decente. A proposito, se già non siete dei mostri da idioma, non incaponitevi con lingue ostiche come russo, arabo o cinese che comportano il doppio delle ore di esercizio.

La cosa migliore è comunque fare i bagagli e recarsi in terra straniera per esprimervi con la gente del posto. Il periodo di assimilazione si ridurrà da 10 anni a 4 mesi: chiacchierare al bar o al supermercato equivale a 40 ore di studio settimanali. Ma, quando siete all’estero, state alla larga dai drappelli composti da italiani: andrà a finire che per comodità parlerete esclusivamente con loro e, una volta tornati a casa, anziché masticare un’altra lingua, potreste aver ereditato addirittura l’accento o il dialetto dei vostri nuovi amici. Meglio conoscere più a fondo gli “indigeni”, con i quali proseguire un rapporto comunicativo online, attraverso social network, mail, chat, Skype e chi più ne ha più ci clicchi. A proposito di strumenti del web, lasciate perdere Google Translate: le traduzioni sono letterali e quindi piene di errori di sintassi. Navigate nei siti stranieri, informatevi sulle notizie di attualità del Paese che vi interessa: è un modo per “vivere” là ogni giorno, pur restando seduti davanti al computer. Prefissatevi un bersaglio da centrare, che non deve per forza essere tra i più nobili come partire in missione: cercare un lavoro all’estero sarebbe una scusa eccellente, o più semplicemente voler capire per intero i dialoghi di un film, anche questo è un valido pretesto di apprendimento. L’audio infatti è fondamentale: nelle lingue, come nella vita, non basta rivolgersi al prossimo, bisogna saperlo anche ascoltare.

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