Come i migranti usano i buoni della coop per comprare alcolici

Un esempio riguarda il caso di Ferrara, dove nel 2016 viene accertata una connivenza tra comunità di richiedenti asilo e comunità cinese: i migranti, in particolare, svendevano i buoni pasto in cambio di alcolici

Come i migranti usano i buoni della coop per comprare alcolici

Da nord a sud, da Milano a Lecce, per passare da Ferrara e Firenze. Sono diversi i casi recenti che riguardano inchieste per frodi e truffe da parte di alcuni negozianti cinesi. Non si tratta del fenomeno purtroppo già appurato da diversi anni, ossia quello delle merci contraffatte vendute in ogni angolo del nostro paese.

Questa volta si tratta di diversi episodi che hanno a che fare con la salute, come nel caso della vendita di farmaci senza prescrizione e dalla dubbia provenienza accertata a Milano, oppure con il commercio di capi d’abbigliamento ricavati da animali quali il gatto od altri assolutamente inutilizzabili per il mondo del tessile. Quest’ultimo episodio risulta accertato da una recente operazione dei Carabinieri a Surano, in provincia di Lecce.

A Firenze invece, viene ancora una volta segnalato un mercato interamente abusivo di frutta e verdura tenuto in via Di Vittorio: è qui che numerosi cinesi vendono prodotti, anche in questo caso, di dubbia provenienza per di più tenuti in bancherelle le cui condizioni igienico – sanitarie risultano molto più che discutibili.

Comunità, quelle cinesi presenti in Italia, spesso al centro di inchieste e non di rado coinvolte in operazioni di Carabinieri e Guardia di Finanza ma su cui, al tempo stesso, non si è ancora fatta totale luce sui traffici che dalla Cina gestisce in diversi settori. Come testimoniato dalle operazioni sopra descritte.

Ma è a Ferrara il caso che, già nel mese di ottobre 2016, desta maggior scalpore. Viene infatti scoperto un giro di affari che mette in relazione la comunità cinese con i richiedenti asilo presenti nella città emiliana. In particolare, viene alla luce come i buoni elargiti dalla Coop per i migranti ospiti a Ferrara finiscono nelle mani dei cinesi. Ai richiedenti asilo infatti, la Coop per un certo periodo dona 35 Euro di buoni pasto al giorno: oltre ai marchi dei supermercati convenzionati, vengono apposti i loghi delle cooperative che gestiscono l’accoglienza. Il tutto per far risultare tracciabile il buono in questione ed evitare frodi od altro genere di “furbizie”.

Ma diversi migranti, viene poi accertato, usano i buoni per comprare alcolici. Nell’ottobre 2016 per l’appunto, un video realizzato dalla sezione locale della Lega, accerta l’esistenza di questo “commercio”: alcuni migranti svendono ad un prezzo inferiore al loro valore i buoni in questione ai negozianti cinesi, in cambio quest’ultimi danno loro la possibilità di comprare intere casse di birra ed alti generi di alcolici.

Per i migranti impelagati in questa operazione, il guadagno è dato dal fatto che possono acquistare tutti i prodotti alcolici che vogliono senza alcun particolare problema. Per i commercianti cinesi invece, vi è la possibilità di servirsi di questi buoni pasto per acquistare la merce nei supermercati convenzionati e poi rivenderla a prezzo pieno nelle proprie attività.

Una vicenda che sarebbe andata avanti fino agli anni successivi e che non manca di suscitare indignazione all’interno dell’opinione pubblica della cittadina estense. Un caso su cui ancora non c’è piena luce, ma che dimostra un inedito intreccio tra comunità cinese e comunità di richiedenti asilo. Il sospetto è che,in altre simili occasioni, possano essersi verificati casi molto analoghi su da più parti adesso si chiede maggiore vigilanza.