Il grido dei musulmani d'Italia: "Mancano i cimiteri islamici"

Con la chiusura delle rotte aeree e marittime nel periodo della pandemia è aumentata la richiesta di sepoltura nei cimiteri islamici. Ma solo una settantina di Comuni offre questa possibilità

Il grido dei musulmani d'Italia: "Mancano i cimiteri islamici"

"Abbiamo fatto domande per aprire nuovi spazi nei cimiteri comunali". É la richiesta di una recente generazione di musulmani che vorrebbe seppellire i propri cari nei cimiteri islamici in Italia: "Ma qui sono pochi", denunciano parlando con Repubblica.

Nel nostro Paese, i musulmani sono 2,6 milioni, pari al 4,3% della popolazione, secondo i dati del 2018, riportati dal quotidiano. La maggior parte ha cittadinanza straniera, ma il 44% della comunità è italiana. Ed è proprio in questa parte della popolazione che sta maturando un cambiamento, che vede i defunti di fede musulmana sepolti in Italia, piuttosto che riportati nel proprio Paese di origine. Ma l'emergenza causata dal nuovo coronavirus ha creato difficoltà anche in questo senso. "A causa della chiusura delle rotte aeree e marittime del nostro Paese con l' estero, i corpi dei deceduti musulmani per coronavirus o altro non possono più essere trasportati nei luoghi di origine come accadeva nella maggior parte dei casi", ha spiegato a Repubblica Abdallah Redouane, segretario del centro islamico della Grande Moschea di Roma. Una situazione che ha causato un'ulteriore emergenza, che ha visto numerose persone costrette a lasciare i propri cari negli obitori per diversi giorni, a causa della difficoltà di trovare cimiteri islamici per seppelirli.

Secondo i dati dell'Unione delle comunità islamiche d'Italia (Ucoii), su un totale di 8mila comuni italiani, i cimiteri islamici in Italia sono 76, situati spesso all'interno dei cimiteri comunali o adiacenti ad essi. Quello di Trieste è il primo ad essere stato istituito, nel 1856. Gli altri si trovano sparsi in diverse regioni, spesso anche distanti tra loro. "Il Cimitero Flaminio qui a Roma è stato tra i primi, nel 1974, grazie alla convenzione tra il Comune e il nostro centro islamico - spiega Abdellah Redouane - ma oggi questo spazio è limitato, anche perché in questi mesi, sono aumentati i decessi insieme alle richieste di sepoltura, che un anno fa erano impensabili. Per questo, se ne sono aggiunti uno a Frosinone e un altro a Rieti". Ma, secondo la comunità musulmana, non basta.

Yassine Lafram, presidente dell' Ucoii, ha spiegato a Repubblica la corsa per cercare di dare una sepultura ai musulmani deceduti in questi mesi: "Abbiamo fatto domande per aprire nuovi spazi nei cimiteri comunali, siamo riusciti ad averne 18 ma abbiamo fatto più di 150 richieste in tutta Italia per aprirne altri, perché siamo in emergenza dentro un' altra emergenza. Aspettiamo fiduciosi, anche se molti nemmeno ci rispondono".

La situazione è cambiata proprio negli ultimi mesi: la pandemia, infatti, ha costretto i musulmani a seppellire in Italia i propri defunti, perché impossibilitati a trasferirli all'estero. Dall'altra parte, però, c'è una fetta della comunità islamica con radici forti anche in Italia.

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