I "superman" del Covid: ecco perché non si ammaleranno mai

Fattori genetici ma anche immunità preesistente: ecco perché il 10% della popolazione non si ammalerà mai al Covid-19. Un esperto spiega quali sono i meccanismi

I "superman" del Covid: ecco perché non si ammaleranno mai

Dopo quasi due anni di Covid-19, gli studiosi di tutto il mondo stanno cercando di capire (analizzando) come mai una parte della popolazione mondiale non si ammalerà mai con il Sars-Cov-2, nemmeno in presenza di familiari o contatti prolungati con gente positiva al virus.

Quali sono le evidenze

La materia, delicata, è oggetto di analisi da uno studio coordinato dall'Università di Melbourne e dalla Fondazione per la ricerca biomedica dell'Accademia di Atene. Un primo stralcio si può leggere sulla rivista specializzata Nature Immunology. "Le infezioni da Sars-Cov-2 mostrano un'enorme variabilità interindividuale, che va da infezioni asintomatiche a malattie potenzialmente letali", scrivono i ricercatori, sottolineando come il 20% dei casi Covid gravi (chi finisce in terapia intensiva) sono dovuti a "variazioni congenite e autoanticorpi diretti contro gli interferoni di tipo I (IFN)" mentre sono tutt'ora sconosciuti i fattori genetici e immunologici che fanno resistere all'infezione.

Ecco il segreto dei resistenti

Intere famiglie con il virus, anche se magari asintomatici o lievemente sintomatici, ed un convivente totalmente immune. Ma come è possibile? Intanto la genetica. "Abbiamo proposto una strategia per il reclutamento e l'analisi genetica di individui che sono naturalmente resistenti all'infezione del virus", sottolineano i ricercatori, che sono già al lavoro per comprendere i meccanismi che "causano la resistenza congenita all'infezione". I meccanismi attraverso i quali i superman del virus riescono a non contagiarsi sono due: il primo si chiama "immunità preesistente": "alcune persone, ad esempio, hanno resistito al Covid perché avevano contratto una precedente infezione dovuta ad altri Coronavirus", ha affermato a Repubblica il Prof. Matteo Baldanti, virologo del San Matteo di Pavia. Praticamente, essere stati infettati precedentemente con un virus della stessa famiglia conferisce protezione anche nei confronti del Sars-Cov-2. Lo stesso professore racconta che, da un campione di sangue prelevato tre anni prima, ha scoperto di aver contratto un Beta Coronavirus chiamato HKU1 che lo ha reso immune al Covid-19 perché si tratta di due virus "parenti".

Il secondo motivo è, come anticipato, dovuto alla genetica, più che altro a tratti genetici che risultano "essere poi favorevole nei confronti della nuova infezione. Ad esempio, individui che hanno una densità di recettori Ace2 e Trmpss (proteine) più bassa risulterebbero meno infettabili. Oppure può accadere che alcuni soggetti abbiano sia una variazione genetica che protegge dal Covid", aggiunge Baldanti. Ma come si fa a sapere se si è super immuni o no? È quasi impossibile a meno che non si facciano ricerche come quella del prof e del suo campione di sangue. Ad oggi, gli immuni naturali al virus sono stimati nel 10% circa.

La risposta dall'Hiv

Per scoprire la "tempra" dei resistenti al Covid si può fare riferimento all'Hiv-1: perchè alcuni lo contraggono ed altri no? I ricercatori hanno scoperto che avere più o meno recettori di un certo tipo fa aumentare o diminuire la resistenza a questa

malattia. "Sulla stessa linea - sottolineano - proponiamo una strategia per identificare, reclutare e analizzare geneticamente individui che sono naturalmente resistenti all'infezione da Sars-Cov-2".

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