Tre immigrati stuprano 18enne, ma il giudice li scarcera

Tre uomini tra i 18 ai 21 anni di età, che provengono da Siria e Iraq e risiedono in Germania dal 2015, avrebbero teso una trappola a una giovane

Tre immigrati stuprano 18enne, ma il giudice li scarcera

Sta montando l'indignazione nell'opinione pubblica tedesca a causa della vicenda in cui risultano coinvolti tre immigrati, due cittadini siriani e un iracheno, accusati di avere picchiato e stuprato una 18enne. Gli indagati hanno 18, 20 e 21 anni di età, non sono parenti tra di loro e sono emigrati in Germania con le loro famiglie nel 2015. Dopo essere stati arrestati per la presunta aggressione sessuale, il giudice ha sorprendentemente scarcerato quei tre, causando ancora più sconcerto tra i cittadini. Il crimine in questione si è consumato sabato nella città sassone di Leer, nel nordovest del Paese.

Secondo l'ultima ricostruzione forense, i tre giovani stranieri avrebbero attirato la 18enne in un appartamento ubicato in un complesso residenziale cittadino, dove gli aggressori vivevano con i genitori e insieme a tante altre famiglie composte da immigrati. I tre arabi, dopo avere spinto la malcapitata a entrare in tale appartamento, l'avrebbero picchiata e violentata ripetutamente; gli aggressori non conoscevano la vittima, anche se le ultime ipotesi degli inquirenti azzardano che il capo della banda frequentasse la ragazza. Le forze dell'ordine mantegono il massimo riserbo sull'identità di lei, ma hanno lasciato trapelare che la stessa soffrirebbe ancora le conseguenze fisiche e mentali del dramma capitatole sabato.

Dopo l'arresto dei presunti stupratori, motivato dal fatto che questi ultimi avevano perpetrato una violenza "totalmente gratuita", è però arrivata una vera e propria doccia fredda per gli inquirenti: un giudice del tribunale locale ha infatti "rimesso in libertà" gli accusati. Il magistrato titolare del caso ha infatti ordinato domenica la scarcerazione dei tre arabi, convinto che non ci sia "alcun pericolo di fuga" dei sospettati. I tre, di conseguenza, sono attualmente a piede libero, tutti a casa dei propri genitori, ma devono comunque, in attesa del processo, sottostare ad alcune restrizioni, tra cui il divieto di avvicinarsi alla vittima dello stupro. Se gli accusati verranno riconosciuti colpevoli di aggressione sessuale, rischiano fino a 15 anni di carcere.

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