Cronache

Ora l'imam di Bari è indagato: ​truffa sulle certificazioni halal

L'imam di Bari, indagato per appropriazione indebita, è stato interdetto dall'attività imprenditoriale. Ecco tutti i dettagli dell'inchiesta

Ora l'imam di Bari è indagato: ​truffa sulle certificazioni halal

L'imam di Bari, Sharif Lorenzini, che è il presidente della comunità islamica pugliese, si sarebbe indebitamente appropriato di 360mila euro. Il danno causato, poi, sarebbe di oltre 1,8 milioni di euro. La frode, inoltre, sarebbe avvenuta ai danni della sua stessa società di certificazione. Come ha riportato il Corriere della Sera, la guardia di finanza del capolouogo barese ha notificato, tanto a Lorenzini quanto ad un suo socio, l'egiziano Ahmed Sabry Mohamed Hefny, di quarantotto anni, "l’interdizione di un anno dall’attività imprenditoriale e il sequestro preventivo di somme di denaro presenti su numerosi conti correnti intestati a società cooperative riconducibili agli indagati".

"Io sono più italiano di lei, vada lei via! Questa è casa mia e io qui porto avanti l’Italia e la purifico dalle persone come lei, che non meritano neanche di essere chiamate italiane - aveva detto l'imam Lorenzini a Filippo Facci di Libero durante una puntata di "Dalla vostra parte", su Rete4 -. "Lei è pieno di odio, di razzismo, arroganza, nonché di ignoranza. Lei deve essere rieducato! Io sono qui in Italia per bonificare e rieducare. Lei non ha imparato niente dalla Costituzione italiana. Lei deve imparare l’educazione", aveva chiosato Lorenzini. Facci aveva precedentemente associato l'islam al perseguimento di una teocrazia. L'imam Lorenzini era già finito al centro delle cronache per via di uno scontro con Magdi Allam: "Devo mettere in guardia il popolo italiano da un certo Magdi Allam, da un certo Facci, da certi partiti come il "Partito Anti-islamizzazione" e "Noi con Salvini", che giocano sugli estremisti di destra e di sinistra per far valere la loro voce gridando falsità e concetti corrotti pur di raggiungere la loro finalità", aveva detto Lorenzini in una video intervista su RepubblicaTv. "Dunque per Lorenzini, che si presenta come "Presidente nazionale della Comunità islamica d'Italia", chi critica l'islam come religione dovrebbe essere additato come nemico dell'Italia e del popolo italiano, da condannare come falso, corrotto, sciacallo, disfattista, farabutto. Eppure lui passa per essere un "musulmano moderato", aveva replicato Magdi Cristiano Allam in questo articolo su ilGiornale.

Striscia la Notizia, poi, era in qualche modo riuscita a mettere in luce altre vicende che vedevano l'imam protagonista:"Entrata in possesso dell'atto di nascita originale, Rajae (di Striscia la Notizia n.d.r.) ha dimostrato che Sharif ha mentito alle autorità italiane al suo arrivo in Italia nel 1993 dichiarando delle false generalità. Ha falsificato la data di nascita, facendosi passare per minorenne quando era già maggiorenne. Ha dichiarato di essere nato a Tikrit in Iraq mentre è nato ad Alessandria d'Egitto. Si è presentato come cittadino iracheno mentre è cittadino egiziano", ha scritto sempre Magdi Cristiano Allam in riferimento a questi ulteriori fatti risalenti al novembre scorso. Presunte false generalità, che tuttavia non gli sarebbero state contestate, ma anche presunta frode secondo l'inchiesta della Procura di Bari. "A partire dallo stesso mese di novembre 2015 - ha spiegato la Procura mediante una nota - ha posto in essere condotte fraudolente di vario tipo tese, fra l’altro, ad estromettere indebitamente il fratello dalle lucrose attività aziendali - in particolare della società cooperativa "Halal International Authority (in sigla H.I.A.)" - alterando artatamente la maggioranza assembleare sociale, nonché, azzerando l’avviamento commerciale della stessa, cagionando così intenzionalmente un danno patrimoniale, dato dalla conseguente cessazione dell’attività, per un valore di complessivi 1.865.000 euro e dall’ingiusta appropriazione di 360.000 euro circa". Nell'indagine, infine, sarebbero coinvolte altre dieci persone, che risponderebbero degli stessi reati per cui è finito sotto inchiesta l'imam Lorenzini.

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