Cronache

Ior, presentato il bilancio: meno investimenti, più trasparenza

Il bilancio relativo al 2017 è stato pubblicato. Meno investimenti, ma più trasparenza. Il Vaticano, intanto, rilancia la sua visione sull'economia. Critiche, neppure troppo nascoste, a un certo tipo di intendere la finanza speculativa

Ior, presentato il bilancio: meno investimenti, più trasparenza

Il bilancio dello Ior è stato pubblicato. I dati in questione sono relativi al 2017. Il risultato netto è pari a 31,9 milioni di euro. I clienti risultano essere 15mila. Questi ultimi, secondo quanto riportato dall'Ansa, "rappresentano" risorse per circa 5,3 miliardi di euro. C'è una differenza rispetto al 2016. In quell'anno, infatti, il risultato era stato maggiore:36 milioni di euro. La statistica, però, aveva al suo interno 13 milioni di "voci straordinarie relative al rilascio di fondi accantonati".

Si evidenzia un calo dei depositi. Stando a quanto scritto da La Stampa, infatti, il dato precedente riportava due miliardi e ventotto milioni. Oggi, invece, i depositi corripondono a un miliardo e 839 milioni. La differenza è quindi di 189 milioni. Stesso discorso, ancora, viene fatto per i cosiddetti "titoli in custodia": da 554 si è passati a 474 milioni e per le gestioni patrimoniali. L'intero utile è stato devoluto al pontefice argentino. Il patrimonio complessivo dell'Istituto per le Opere di Religione, si legge sempre sul quotidiano torinese, corrisponde a 627, 2 milioni d euro.

Lo Ior, dal punto di vista delle riforme prospettate con l'elezione al soglio pontificio di Papa Bergoglio, è un "banco di prova" importante. Ci si aspetta, insomma, che la trasparenza in materia di "finanze vaticane" aumenti sempre di più. E in effetti, la volontà del Papa sembrerebbe essere stata rispettata. "Anche nel 2017 - ha scritto il cardinale Santos Abril y Castelló, che è presidente della Commissione cardinalizia - l’Istituto ha rinnovato il proprio impegno ad affermare la centralità della dimensione etica rispetto a quella del profitto attraverso importanti scelte "etiche" che hanno interessato ambiti sensibili di attività quali gli investimenti, la trasparenza fiscale e la strategia legale seguita a tutela della propria reputazione". L'etica sembra assume sempre di più un ruolo centrale. L'Istituto per le Opere di Religione ha dichiarato di aver raggiunto "altri obiettivi di carattere qualitativo tra cui i più importanti hanno riguardato: investimenti coerenti con l'etica cattolica. L'esaltazione della vita umana, la creazione e la dignità umana sono alcuni tra i valori irrinunciabili che guidano l'Istituto nella selezione degli investimenti. L'Istituto ha infatti espresso il proprio impegno a contribuire alla 'cura della casa comune', invocata da papa Francesco nella lettera Enciclica Laudato sì, selezionando i propri investimenti anche sulla base di due aspetti fondamentali richiamati dal Santo Padre: la responsabilità sociale delle imprese, e il ruolo delle imprese nella realizzazione di un futuro sostenibile". Solo qualche giorno, il Vaticano ha rilasciato un documento molto centrato in materia economica. Oltre a Laudato sì, adesso c'è anche Oeconomicae et pecuniariae quaestiones come riferimento della linea della Santa Sede in relazione al modello di economia contemporaneo.

Il testo, preparato e sottoscritto da due Congregazioni, ha in qualche modo "alzato il tiro" nei confonti della finanza speculativa. Tra gli interventi proposti c'è la tassazione della transazioni offshore al fine di combattere la fame nel mondo. Papa Francesco, cha ha una visione del mondo multipolare, ha firmato quel documento. La sensazione è che il Vaticano stia assumendo una posizione sempre più critica nei confronti di un certo modo di intendere la finanza. L'economia, in definitiva, non dovrebbe essere così "finanziarizzata". L'etica, invece, dovrebbe sempre accompagnare i processi economici e le loro declinazioni. Come, ad esempio, la gestione della globalizzazione. Lo Ior sembrerebbe essere stato inserito tra le istituzioni della Santa Sede che vanno eticizzate.

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