"In Italia quattro spiagge su 10 spariranno entro il 2100"

La progressiva erosione delle coste dovuta all'innalzamento del livello del mare potrebbe portare entro fine secolo alla scomparsa del 42 per cento delle spiagge italiane. Le regioni più a rischio? Molise, Basilicata e Puglia

"In Italia quattro spiagge su 10 spariranno entro il 2100"

Quanto sta succedendo in queste settimane ad Alassio - la località ligure dove i bagnanti sono costretti a prendere il sole a pochi passi dal mare - potrebbe accadere ben presto in altre parti d'Italia. Tanto che alcune delle più belle spiagge del nostro Paese rischiano di sparire entro il 2100. Colpa dell'erosione delle coste, un fenomeno che negli ultimi anni ha cominciato a colpire la penisola da nord a sud. A lanciare per prima l'allarme, nel 2015, era stata Legambiente con il dossier "Spiagge indifese", che denunciava come il 42% delle spiagge italiane soffra di erosione dei litorali, anche se con percentuali diverse da regione a regione.

In base ai dati più aggiornati, la prima regione italiana per tassi di erosione costiera è il Molise (91%), seguito da Basilicata (78%), Puglia (65%), Abruzzo (61%), Marche e Lazio (54%). Se la passano meglio Friuli (13%), Veneto (18%), Emilia-Romagna (25%) e Liguria (33%) Eppure, proprio la Liguria è diventata il simbolo dell'erosione costiera e non solo per Alassio. Nella vicina Albenga, di recente, è stato annullato un concerto della tournée di Jovanotti a causa delle dimensioni limitate della spiaggia comunale, "mangiata" dalle mareggiate dell'autunno scorso. A tal proposito, c'è stato un botta e risposta tra la senatrice ligure del Pd, Raffaella Paita ("Bisogna intervenire con urgenza per salvaguardare la costa ligure dall'azione erosiva del mare") e il presidente della regione Liguria, Giovanni Toti ("Abbiamo raddoppiato i contributi per i ripascimenti da 600 mila a 1,5 milioni").

Ma la buona volontà e le "iniezioni" di nuova sabbia non bastano a combattere quello che Legambiente definisce "un fenomeno naturale amplificato dall'antropizzazione delle coste" dovuto a fattori quali la cementificazione e i cambiamenti climatici. Un mix di cause naturali e artificiali che - racconta al Fatto quotidiano il geologo Giovanni De Falco - mette in pericolo il 42% dei nostri litorali. "Senza una politica lungimirante, entro la fine del secolo le pianure alluvionali costiere potrebbero essere del tutto sommerse". Insomma, a essere a rischio non sono solo le affollate spiagge di Alassio e Albenga. Ma quelle di tutta Italia.

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