In Italia si muore di solitudine

Sono 5 milioni gli anziani che devono fare i conti con la non autosufficienza, ma solo poco più del 5% di loro può oggi contare su servizi di assistenza domiciliare pubblica

In Italia si muore di solitudine

E’ solo di qualche giorno fa la notizia di due anziani, fratello e sorella, ritrovati morti a Roma, in zona Monteverde. I due deceduti in tempi diversi, lei 5 mesi fa, lui un paio di mesi dopo, sono stati ritrovati dalla polizia in avanzato stato di decomposizione. Il ritrovamento solo grazie ai vicini allertati, loro malgrado dal persistente odore che veniva dalla loro casa. Una storia che ha dell’incredibile ma che rispecchia alla perfezione la solitudine e la situazione di abbandono che vivono tante persone anziane. Soprattutto e come sempre nei mesi estivi, di vacanza.

E sono 5 milioni gli italiani anziani che devono fare i conti con la non autosufficienza , ma solo poco più del 5% di loro può oggi contare su servizi di assistenza domiciliare pubblica. Una situazione difficilissima che non potrà che peggiorare dato l’invecchiamento degli italiani: basti pensare che in meno di dieci anni gli ultra 75enni sono passati dal 19 al 20% della popolazione e vanno via , via aumentando.

E non va di certo meglio a chi passa la sua vecchiaia per scelta propria o dei figli, in una casa di cura. A Roma come in tutta Italia, c’è purtroppo chi non opera in maniera del tutto etica e professionale. Anziani che a turno vengono collocati in poltrona per tutto il giorno, senza essere cambiati. Anziani che soffrono la sete perché non hanno il coraggio di chiedere da bere al personale autorizzato.

Purtroppo, e solo di rado, le precarie condizioni degli ospiti di queste strutture vengono alla luce. Ne sentiamo parlare per qualche giorno dai vari mass media ma poi tutte tace e ritorna nell’oblio dimenticato, esattamente come quei poveri anziani.

“ In Romania, nel mio paese gli anziani vengono rispettati di più. Nelle nostre famiglie noi ci occupiamo direttamente di loro. Qui in Italia invece i figli, i genitori vengono considerati solo un peso da scaricare a qualcun altro” afferma Dana, bandate romena da 20 anni in Italia e che da 5 si prende cura di una coppia di anziani nel quartiere chic dei Parioli a Roma. E rispetto alle altre società che considerano, l’anziano uno scrigno prezioso dove i più giovani possono attingere per arricchire la propria cultura ( vedi in Giappone per esempio), da noi al contrario l’anziano viene considerato un peso fastidioso di cui liberarsene.

E a conferma di come questa situazione venga sentita e interessi a pochi ce ne possiamo accorgere anche da come in estate spuntino, in segno di civiltà e sensibilità campagne contro l’abbandono dei cani ma non si faccia nessun riferimento “ all’abbandono degli anziani”.

E pur condividendo la necessità di sensibilizzare l’opinione pubblica per contrastare la deprecabile piaga dell’abbandono di animali durante il periodo estivo, sarebbe opportuno anteporre a questa battaglia quella mirante a sensibilizzare le persone contro l’abbandono degli anziani lasciati spesso al loro destino negli ospizi, nelle case di cura e nelle abitazioni abbandonati dai figli che si preoccupano si, di portare in vacanza il cagnolino ma preferiscono lasciare a casa l’ingombrante nonnetto.

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