Jessica Moretti, proprietaria del Constellation di Crans-Montana e tra i principali indagati nell’inchiesta sul rogo di Capodanno, ha presentato a Zurich una richiesta di indennità giornaliera per la “perdita di guadagno causata dai danni alla salute” che avrebbe subito in seguito all’incendio del primo gennaio 2026. La pratica, emersa da una lettera dell’assicurazione inserita nel dossier dell’inchiesta, riguarda la copertura prevista dalla legislazione svizzera per gli infortuni sul lavoro. Zurich aveva chiesto alla Procura del Cantone del Vallese il nulla osta per l’eventuale versamento della prestazione, ottenendolo. La richiesta non significa però che l’indennità sia stata riconosciuta.
Zurich pronta a contestare la domanda
La novità arriva oggi. Fonti vicine a Zurich riferiscono che la compagnia considera infondata la richiesta di Moretti e si starebbe preparando a resistere con tutti gli strumenti legali a disposizione. La posizione dell’assicurazione chiarisce anche il significato del nulla osta concesso dalla Procura. Secondo quanto riferito all’ANSA dalle fonti vicine alla compagnia, l’autorizzazione è stata concessa per ragioni procedurali, legate in particolare al blocco dei conti dell’assicurata. Non rappresenta quindi una valutazione sul merito della richiesta e non comporta per Zurich l’obbligo di versare l’indennità. La decisione sull’eventuale prestazione resta dunque distinta dall’autorizzazione concessa dai magistrati.
La lettera alla Procura
Nella comunicazione acquisita agli atti, Zurich aveva spiegato di avere bisogno di indicazioni sulla destinazione di eventuali somme, poiché, secondo quanto riferito dalla stessa Moretti, i suoi conti risultavano bloccati. L’assicurazione aveva chiesto se le eventuali indennità giornaliere dovessero essere versate sul conto indicato dall’assicurata oppure direttamente alla Procura. La richiesta riguardava quindi una prestazione ancora da valutare. Nella stessa lettera Zurich precisava che avrebbe potuto procedere al pagamento solo dopo aver preso una decisione sulla pratica. Le pm del Cantone del Vallese avevano a loro volta chiesto all’assicurazione di precisare “il tipo di indennità giornaliere che volete riconoscere all’assicurata e il relativo fondamento”.
Una precedente indennità per malattia
Fino al 31 dicembre 2025, poche ore prima della tragedia di Crans-Montana, Jessica Moretti risultava inoltre coperta da un’indennità di malattia, in quanto “inabile al lavoro”, a seguito di un incidente avvenuto il 21 novembre. È quanto emerge da una lettera della Hotela Assurance SA di Montreux, inviata il 16 settembre scorso alla Procura del Cantone del Vallese e consultata dall’ANSA. Nella lettera la compagnia chiede di poter accedere al fascicolo penale della strage di Capodanno per “esaminare il diritto dell’assicurata alle indennità giornaliere per il periodo in questione”. Hotela precisa di avere bisogno di “qualsiasi documento che consenta di stabilire lo stipendio dell’assicurata prima del 1° gennaio 2026” e di “qualsiasi documento utile per la valutazione della sua incapacità lavorativa tra il 21 novembre e il 31 dicembre 2025”. “Questi documenti - precisa l’assicuratore - ci consentiranno di decidere in modo completo e conforme sulle prestazioni assicurative dovute”.
La posizione di Moretti nell’inchiesta
La vicenda assicurativa si inserisce nel quadro dell’indagine sul rogo del Constellation, nel quale sono morte 41 persone e altre 115 sono rimaste ferite. Jessica Moretti e il marito Jacques sono tra i principali indagati. Jessica è sottoposta attualmente all’obbligo di firma e deve rimanere nella propria abitazione di Lens, mentre Jacques Moretti si trova invece in carcere dall’11 agosto con l’accusa di aver picchiato la moglie; la detenzione è stata prorogata almeno fino all’11 novembre. In un rapporto della polizia cantonale relativo al controllo delle restrizioni imposte a Jessica Moretti, la donna avrebbe inoltre manifestato preoccupazione per le prossime festività e per l’anniversario della strage, temendo una nuova attenzione dei media e “eventuali atti isolati da parte di parenti delle vittime”.
La reazione dei familiari delle vittime
La richiesta dell’indennità aveva già provocato la reazione di alcuni familiari delle vittime. Giovanna Lanella, madre di Chiara Costanzo, una delle 41 persone morte nell’incendio, aveva definito la notizia “inaccettabile”. Anche Fabrizio Ventimiglia, legale della famiglia di Sofia Donadio, una delle ragazze rimaste ferite, aveva definito la richiesta “sconcertante”, sottolineando il paradosso rappresentato dalla domanda di indennizzo presentata da una delle principali indagate mentre le famiglie delle vittime e i feriti attendono ancora il riconoscimento dei danni subiti.
