"Prima cosa scema, scema...": per il medico finisce male

Ospite a Dimartedì, l'ematologo Paolo Bellavia ha spiegato che probabilmente la paura del vaccino non è immotivata in alcune classi di soggetti

"Prima cosa scema, scema...": lite tv tra il medico e la Merlino

Nonostante gli inciampi, comunicativi e funzionali, di AstraZeneca, la campagna vaccinale in Italia sta procedendo a un ritmo abbastanza spedito. Il timore dell'inoculazione è tanto, dai dati pare siano molti gli italiani che stanno rifiutando il vaccino di Oxford, soprattutto in alcune realtà. La maggior parte dei medici e degli esperti concordano nel ribadire a ogni piè sospinto che i benefici sono maggiori dei rischi. "Benefits outweigh the risks", ripete l'Ema a ogni conferenza. Ma la maggior parte non sono tutti e infatti a Dimartedì, ospite di Corrado Formigli, l'ematologo Paolo Bellavite non sembra concordare con questa visione. Ma sul suo cammino ha incontrato Myrta Merlino che, ospite in studio, ha immediatamente reagito alle sue affermazioni.

"C'è sottostima nei dati"

"Gli italiani che hanno paura dei vaccini hanno ragione, in un certo senso. Non abbiamo molte certezze tra la vera relazione tra un beneficio e il rischio. Questo discorso viene affrontato in maniera piuttosto superficiale. Dobbiamo sapere che siamo ancora in una vera e propria sperimentazione, quelle di Fase 2 e Fase 3 finiranno nel 2022, quella di Fase 4 cosiddetta post-marketing è in piena attività però purtroppo viene fatta anche male", ha spiegato il medico che poi ha approfondito e motivato la sua dichiarazione.

Per le reazioni avverse dei vaccini, Paolo Bellavite fa lo stesso ragionamento che si fa per le infezioni da coronavirus e tiene in considerazione la sottostima: "I dati che ci vengono riferiti sugli effetti avversi non sono affidabili perché sono affidati tutti sulla cosiddetta sorveglianza passiva, ovvero viene segnalato un caso di reazioni avverse solo se viene preso in mano da qualcuno che si occupa di segnalarlo". Per avvalorare la sua tesi, l'ematologo si sbilancia nel riferire alcuni dati: "Nell'ultimo rapporto Aifa si parla di 40 casi gravi di reazioni avverse ogni 100mila vaccini iniettati, in realtà negli studi di sorveglianza attiva che stanno uscendo si parla del 4%, cioè 4.000 su 100mila. Questo si deve sapere".

"No pressioni sui medici curanti"

Ma il discorso di Paolo Bellavite è più complesso e non appoggia le teorie no-vax, anzi. L'ematologo, infatti, alla domanda di Corrado Formigli se consiglierebbe il vaccino agli italiani, Bellavite risponde in modo affermativo ma con delle eccezioni: "A un ottantenne sì, mia mamma che ha 94 anni si è vaccinata. Il rischio però è più grande per le persone più anziane e con patologie. Sotto i 50 anni, dipende molto da che mestiere fanno o se sono portatori di altre patologie. La cosa più importante è avere una valutazione libera del medico curante, senza pressioni né condizionamenti".

L'obiezione della Merlino

Il discorso di Paolo Bellavita, però, ha fatto sobbalzare Myrta Merlino: "Non sono un medico e non voglio fare una discussione tecnica, ma ho guardato le statistiche. Prima cosa proprio scema scema: oggi in Inghilterra 0 morti per Covid, vaccinazione di massa, e in Italia 300". La conduttrice ricorda, ha ricordato la maggiore incidenza di casi di coagulo con la pillola anticoncezionale rispetto al vaccino AstraZeneca. "Vale la pena dare un allarme di questo tipo quando abbiamo un problema enorme di vaccinarsi tutti il prima possibile?", ha concluso la Merlino.

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