Quando arriva l'immunità di gregge? Cosa ci aspetta

Mentre la campagna vaccinale prosegue tra alti e bassi si dibatte sull'immunità di gregge e le tempistiche. Gli scienziati però avvertono: "Potrebbe non essere raggiunta, ma non sarebbe un problema"

Quando arriva l'immunità di gregge? Cosa ci aspetta

Sarà l'estate a portare la fantomatica immunità di gregge? Se lo stanno chiedendo un po' tutti, ma una risposta certa non c'è ancora. Per l'Europa l'immunità dovrebbe essere raggiunta entro luglio. Per il governo italiano entro fine agosto quando, sulla base delle vaccinazioni (oggi a quota 500mila dosi al giorno), si dovrebbe raggiungere il 70% di immunizzati (con entrambe le dosi). Per gli scienziati invece l'immunità potrebbe addirittura non essere raggiunta. Ad incidere sulle tempistiche sono le varianti del virus, imprevedibili e in continuo mutamento, che costringono scienziati e virologi a spostare sempre più avanti l'asticella.

La prima a offrire uno sguardo positivo sul tema dell'immunità è stata Letizia Moratti che, in tweet pubblicato nelle scorse ore su Twitter, ha ricordato che "con 1 milione di lombardi immunizzati con entrambe le dosi di vaccino (per il 60% over 80), 2.5 milioni con almeno una dose, con una media superiore alle 100mila vaccinazioni già adesso, la regione Lombardia sarà la prima regione che raggiungerà l’immunità di gregge grazie alla campagna vaccinale". Secondo i dati dell'ultima settimana, infatti, con oltre 95mila somministrazioni giornaliere, l'immunità lombarda potrebbe essere toccata il 21 agosto. Uno, due mesi in anticipo rispetto alle previsioni della cabina di regia nazionale sulle vaccinazioni, che indica l'obiettivo di vaccinare il 60% della popolazione entro fine luglio e poi il 70% entro agosto. Ma per arrivarci dovrebbero essere somministrate, in tutte le regioni, 530mila dosi giornaliere.

Un obiettivo non impossibile, ma ancora difficile da raggiungere vista la scarsità di dosi, la lentezza della macchina organizzativa e gli intoppi della varie Regioni, alcune della quali hanno cambiato in corsa le priorità su età e patologie. E poi c'è la questione Astrazeneca con le limitazioni anagrafiche e precauzionali e la dilazione temporale per la seconda somministrazione, che allunga inevitabilmente i tempi dell'immunità.

Immunità: cosa dicono i virologi e gli scienziati

Le date sul raggiungimento dell'immunità di gregge rimangono dunque prettamente previsionali. Ma intanto scienziati, virologi e medici dibattono sulla sua reale affidabilità e sulla quota fissata al 70% della popolazione vaccinata. Sull'immunità l'americano Anthony Fauci, consigliere della Casa Bianca, è sempre stato scettico e oggi il New York Times sostiene addirittura che la percentuale da raggiungere potrebbe innalzarsi fino al 90%, a causa dello svilupparsi di nuove mutazioni sempre più contagiose.

Le vaccinazioni rimangono la chiave per trasformare il virus in una minaccia controllabile. Ma anche secondo l'immunologa Antonella Viola, intervistata dall'Huffington, la percentuale è destinata ad innalzarsi: "La soglia del 70% è credibile se si considerano vaccini con efficacia al 100%. Con vaccini con efficacia minore, la soglia percentuale dell’immunità di gregge deve necessariamente salire. Inoltre il virus è cambiato. La variante inglese è molto più trasmissibile. Già questo di per sé, senza considerare la questione dei vaccini, ci costringe a dire che non ci basterebbe più vaccinare il 70% della popolazione. Se arriveranno varianti più trasmissibili, la soglia dovrà salire. Senza considerare le persone che non si vaccineranno (bambini, no vax, persone che non possono riceverlo tipo immunodepressi, ndr)".

Questo però, secondo l'immunologa Viola, non deve essere visto come un problema: "No, nel senso che se ci vacciniamo tutti e abbiamo le persone fragili che sono protette, se anche il virus circolerà non sarà un grosso problema. Dobbiamo abituarci all’idea che il virus continuerà a circolare, ma una volta che tutti saremo stati o contagiati o vaccinati, una successiva esposizione al virus molto probabilmente sarà una cosa tipo un’influenza e niente di più grave, a meno che il virus non cambi continuamente le sue caratteristiche. Ma la previsione è che un virus che continuerà a circolare diventerà endemico".

Virologa Capua: "In Usa immunità difficile a breve"

Sul fronte americano - paese nel quale si pensava l'immunità sarebbe arrivata in tempi brevi viste le milioni di dosi somministrate, non va meglio. Negli States la campagna di vaccinazione ha avuto una battuta d'arresto e si è passati da 3 milioni a 2,2 milioni di somministrazioni al giorno. "L'immunità di gregge ha bisogno di tempo per svilupparsi e con la vaccinazione si accelera - ha spiegato la virologa Ilaria Capua al Corriere della Sera - ma se una fetta significativa della popolazione non si vaccina per scetticismo allora l'immunità arriverà più tardi". Il problema degli Stetes oggi sembra proprio essere lo scetticismo: "La campagna vaccinale americana è andata benissimo finché è stata condotta tra la popolazione consapevole, che ha fatto di tutto per vaccinarsi. Adesso bisogna lavorare sugli scettici. Alcuni Stati, tra cui la Florida, metà della popolazione segue quello che io chiamerei non tanto negazionismo ma 'sottovalutismo'".

La virologa italiana, che lavora nell'università della Florida, ha rilanciato sull'esempio americano: "Lo scetticismo ci sta facendo pagare un prezzo. C'è anche un altro fenomeno sempre più preoccupante: alcuni non vanno a fare la seconda dose". Sulle tempistiche anche Ilaria Capua rallenta: "Il fatto che l'immunità di gregge non si raggiungerà entro la fine di quest'anno o del prossimo non vuol dire che non sconfiggeremo il virus. Bisogna anche vedere quanto dura l'immunità: se dura 6-8 mesi sarà più difficile arrivare all'immunità di gregge. Cominciamo a pensare alla campagna d'autunno puntando all'80% dei vaccinati".

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