"Vi spiego perché il Green pass non ha più senso"

Carlo Signorelli, professore dell'università San Raffaele, ha sottolineato l'efficacia ormai ridotta del Green pass così come originariamente ipotizzato

"Vi spiego perché il Green pass non ha più senso"

L'epidemia ha allentato la morsa sul nostro Paese, i contagi calano in maniera esponenziale, così come diminuiscono i ricoveri e i decessi. Tutto lascia ben sperare per un prossimo futuro con meno restrizioni. Con l'avvicinarsi della scadenza dello stato di emergenza il prossimo 31 marzo, vista l'evoluzione della situazione, sono tanti gli esperti che chiedono al governo un allentamento delle misure restrittive, a partire dal Green pass.

Lo scenario epidemiologico è diverso rispetto a quando è stato introdotto il certificato, come sottolineato dal professore Carlo Signorelli, ordinario di Igiene e sanità pubblica all'università San Raffaele di Milano, in un'intervista al quotidiano Libero: "Nasce sul presupposto scientifico che i vaccinati non contagiano e non si contagiano. Ma è stato dimostrato dai fatti che non è così. È caduto anche il presupposto tecnico, che era la spinta a vaccinare, perché i guariti non hanno bisogno di immunizzarsi e perciò gli devi dare il Green pass comunque". Signorelli ha anche aggiunto: "Il certificato verde non ha cambiato funzione: garantisce maggiori condizioni di sicurezza ma non può basarsi sull'obbligo di vaccino, come si era pensato"

Sono diversi i medici che, allo stato attuale, ritengono ormai inutile il Green pass così com'era stato immaginato nelle fasi precedenti. A pronunciarsi contro la sua estensione oltre il 31 marzo sono anche quei medici che hanno finora spinto con energia sulla campagna vaccinale e sulle misure di contenimento contro il contagio.

Ad aver espresso un'opinione netta contro l'estensione del Green pass è stato soprattutto Matteo Bassetti, medico che a causa delle minacce ricevute dai no vax e dai no Green pass per le sue posizioni a favore del vaccino, nei mesi scorsi è stato obbligato ad accettare la scorta. Ma visto il mutamento della situazione, ora Bassetti chiede un allentamento: "Se il Green pass è stato messo per far vaccinare la gente, e io l'ho sempre sostenuto per questo, allora dovrebbe esaurire il suo compito, se invece il Green pass è stato messo per altro allora devono spiegare ai cittadini la ragione per cui l'hanno messo. Io da medico, oltre il 31 marzo non lo sostengo".

Una posizione simile è stata assunta anche da Fabrizio Pregliasco ad Agorà, secondo il quale il dovere del Green pass è ormai stato assolto: "Il Green pass non ha bloccato la trasmissione, lo testimoniano i 240.000 casi di Covid al giorno registrati nelle scorse settimane. Il Green pass ha avuto il grandissimo merito di indurre le persone a vaccinarsi. Abbiamo raggiunto livelli di vaccinazione tra i più alti d'Europa, l'effetto del Green pass è stato raggiunto". E sul mantenimento del certificato, il professore è chiaro: "Se l'analisi statistica dice che con il 90-95% dei vaccinati la trasmissione è bloccata, la decisione politica deve seguire l'indicazione della scienza".

Per Carlo Signorelli, "per convincere la gente a fare l'iniezione, sono state spacciate come verità assolute cose non verificate, funzionali solo a ottenere dai cittadini che facessero quel che voleva il governo. Ma è chiaro che poi, quando la realtà si incaricava puntualmente di smentire certi postulati, si ottiene l'effetto opposto e per far vaccinare le persone devi ricorrere all'obbligo diretto, ovvero indiretto come il Green pass". Concetto che si è dimostrato valido nei primi mesi, per poi perdere man mano efficacia, come dimostrano i dati delle prime vaccinazioni, che ormai non usufruiscono più della spinta propulsiva del Green pass nemmeno tra gli over 50, tra i quali resta uno occolo duro impossibile da convincere.

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