Libertà per Doina, che uccise Vanessa con un ombrello dopo una spinta in metro

La donna ha ottenuto la libertà con 4 anni di anticipo. Il suo avvocato: "Ora vuole solo essere dimenticata"

Libertà per Doina, che uccise Vanessa con un ombrello dopo una spinta in metro

Una lite in metro, poi l'ombrellata in un occhio. Così Doina Matei, una donna romena di 33 anni, aveva ucciso Vanessa Russo, il 26 aprile del 2007, sulla banchina della metropolitana di Roma. Ora, alla 33enne è stata accordata la libertà.

Doina ha pagato il suo debito con la giustizia e, ieri mattina, il magistrato di sorveglianza ha firmato l'atto che certifica il "fine pena", in anticipo di 4 anni rispetto a quelli previsti, a causa della "buona condotta". La donna, infatti, avrebbe ottenuto, secondo quanto specifica il Corriere della Sera, uno sconto di 45 giorni ogni sei mesi di carcere, dal momento in cui è stata arrestata.

A fine del 2015, la Matei aveva già ottenuto la semilibertà, dopo soli nove anni dal delitto, che aveva sempre sostenuto essere stato un atto completamente involontario. Ora, Doina non dovrà più sottostare nemmeno agli obblighi previsti dal regime di semilibertà: niente viaggi e orari da rispettare. La donna infatti era costretta a rientrare a casa entro le 22 e a non uscire prima delle 6 del mattino, obblighi che, in caso di mancato rispetto, avrebbero comportato il suo ritorno in carcere.

Poi, dal 2016, la 33enne aveva iniziato il percorso di reinserimento nella società, trovando lavoro in ambito della ristorazione. La donna, inoltre è madre di due figli, uno maggiorenne da poco e l'altro ancora adolescente. Un quadro che farebbe emerge un positivo reintegro nella società. Ora, sostiene l'avvocato difensore, "Doina vuole solo essere dimenticata".

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