La libertà religiosa è sotto attacco in tutto il mondo

Il "Rapporto sulla Libertà religiosa" della fondazione pontificia "Aiuto alla Chiesa che soffre": problemi anche in Europa

La libertà religiosa è sotto attacco in tutto il mondo

La libertà religiosa è sotto attacco in tutto il pianeta, e compromessa in più di metà dei Paesi del mondo: questo è il dato preoccupante che emerge dal Rapporto sulla Libertà religiosa della fondazione pontificia "Aiuto alla Chiesa che soffre".

Centinaia di pagine stilate, ogni anno dal 1998, da decine di analisti indipendenti - giornalisti, accademici e autori - per monitorare la situazione sulla tolleranza religiosa in tutto il mondo. La fotografia, purtroppo, è preoccupante: nel periodo preso in considerazione, da ottobre 2012 a giugno 2014, la situazione è peggiorata in ben 55 Paesi e anche tra i casi in cui si può registrare qualche "miglioramento" si segnala un grado elevato di persecuzione. Questo accade, ad esempio, in Paesi come Cuba, Iran, Emirati Arabi e Qatar.

Dei venti Paesi contraddistinti da una grave mancanza di libertà religiosa, sedici presentano problemi legati all'estremismo islamico, mentre negli altri sei si segnalano criticità correlate alla presenza di regimi politici autoritari. Anche in Europa occidentale, tuttavia, sebbene vi sia ancora un basso grado di "oppressione religiosa" iniziano a emergere i primi indizi di una tendenza inquietante.

Nella sua presentazione del rapporto fatta mercoledì scorso all'Università Statale di Milano, il direttore di Acs Massimo Ilardo ha ricordato come "tra gli opinionisti occidentali laicisti vi sia la tendenza a considerare tutti i credenti come fondamentalisti, a trattare la fede come un problema", mentre presso l'opinione pubblica "vi è sempre meno accordo sul grado di visibilità sociale accordato alla fede."

Se, come recita la Dichiarazione sulla libertà religiosa Dignitatis Humanae, "il diritto alla libertà religiosa si fonda sulla stessa dignità della persona umana", ecco che anche il Rapporto di Acs sulla Libertà religiosa si fonda sulla convinzione che, come dice Ilardo, "se non viene rispettata la libertà religiosa non lo sono neanche tutti gli altri diritti dell'uomo".

Ed è per questo che, anche grazie al suo carattere strettamente aconfessionale, il Rapporto si pone come obiettivo quello di "costruire ponti", per ricercare nuove vie di dialogo e di pace. SEGUI IL REPORTAGE SUI CRISTIANI PERSEGUITATI

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