Quella linea Maginot tra le élite e le persone

Se alcuni decenni fa mandavi una lettera ad Andreotti, anche un semplice biglietto d'auguri, ti rispondeva. E se un qualsiasi autore gli mandava il suo ultimo libro, spesso ai ringraziamenti aggiungeva qualche commento. Era il segno che l'élite era aperta, non escludeva a priori qualsiasi nuovo contributo. Ed io di questa apertura ho un piacevole ricordo personale. Avevo trent'anni, non mi conosceva nessuno, avevo pubblicato il mio libro L'élite senza potere e ne ho inviato una copia al Corriere della Sera. Pensate la mia meraviglia quando, pochi giorni dopo, vi ho trovato una recensione di Dino Buzzati, uno scrittore famoso in tutto il mondo. D'altronde ricordo le conversazioni che da studente avevo a Pavia con il Rettore Plinio Fraccaro quando lo accompagnavo in università. D'altra parte ho fatto due volte il rettore d'università e ho sempre ricevuto gli studenti che chiedevano di incontrarmi personalmente. La mia porta era aperta.

C'era allora una cultura del rapporto personale che oggi è scomparsa ed è subentrata quella degli addetti specializzati e della scheda. Se vuoi metterti in rapporto con un personaggio famoso non troverai mai da nessuna parte il suo indirizzo o la sua email. Devi scrivere su internet all'ente per cui lavora. Allora ti appare una scheda da completare con le tue generalità e ti avvertono che ti faranno sapere. Di solito ti risponde un altro ufficio con altre domande. Fra te e il personaggio che cerchi c'è ormai un gruppo di funzionari ciascuno con un suo compito e suoi problemi che nulla hanno a che fare col tuo. Non raggiungerai più chi cerchi e lui ignorerà perfino che l'hai cercato. È come se gli fosse cresciuta attorno una burocrazia simile a quella dei maestri di cerimonia delle corti orientali che ti separava dal sovrano. E talvolta ho l'impressione che nel settore pubblico si sia creata una Maginot burocratica che separa i politici e i dirigenti (i patrizi) dagli impiegati (plebei).

È quello che si sta creando un po' dappertutto, anche nel commercio. Quando compri qualcosa su internet non puoi domandare chiarimenti personali a nessuno. Anche dove sono in gioco servizi medici d'urgenza devi riempire un modulo, in cui ti chiedono di tutto, ma non c'è mai un telefono da chiamare e un cane che ti risponda.

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Commenti

carlottacharlie

Dom, 17/03/2019 - 16:19

Purtroppo, caro Alberoni, sarà il male del millennio la "distanza"; troppo pochi di noi hanno combattuto la deriva che si prospettava, le masse sempre cieche e sorde deridevano e non capivano, erano felici dell'ignoranza insegnata nelle scuole, della mancanza massiccia d'educazione. Sono le masse il problema delle derive e, loro, mai capiranno d'essere merce e null'altro; basta gli si dia a bere di "progresso" ed esse saranno ben contente d'ubbidire al vuoto totale.

Cheyenne

Dom, 17/03/2019 - 16:20

Perfettamente d'accordo. Questa è la sinistra "democrazia"nazicomunista. Andreotti rispondeva Brezhnev sicuramente no e neanche napolitano e Co.

apostata

Dom, 17/03/2019 - 16:26

La politica e i rapporti dell’epoca non erano come si vorrebbero fare passare. Non si deve ricordare il passato acriticamente. Noi paghiamo ancora gli errori selle generazioni degli andreotti, moro, demita, craxi, d’alema. Molti fatti gravi in quell’epoca era possibile nasconderli. Quegli anni offrivano occasioni di sviluppo che non furono intuite. Il miracolo economico fu creato da piccoli e medi imprenditori nonostante l’inettitudine politica. La politica privilegiava il rapporto con la fiat che perseguiva politiche di rottamazione per andare poi a perdere il mercato delle piccole cilindrate, i salari erano considerarti variabili indipendenti, venivano creati i presupposti del debito pubblico tra i più alti del mondo, lo stato produceva panettoni e alfa romeo, l’iri era affidata ad uno sprovveduto del calibro di prodi. Citarsi come esempio di successo può suscitare solo meraviglia per le scelte che a quell'epoca venivano fatte.

sparviero51

Dom, 17/03/2019 - 20:57

MOLTA GENTE SI E' BEVUTA IL CERVELLO .IL DRAMMA E' CHE QUESTI MENTECATTI FANNO PROSELITI !!!

HappyFuture

Lun, 18/03/2019 - 00:14

Io capisco che essere psicologo non esclude una profonda vanità! Ma quella foto di Alberoni si ricorda almeno quando scriveva il box in prima pagina sul "Corriere della Sera"! Molti, ma molti anni fa. Buona notte.

Ritratto di Contenextus

Contenextus

Lun, 18/03/2019 - 00:29

Il mal burocratico, dirigista posto ad ogni livello della vita sociale. Nessuno responsabile. Tutti responsabili. La politica socialista ha fatto marcire anche i rapporti interpersonali.