L'obsolescenza programmata dei nostri rapporti

L'obsolescenza programmata dei nostri rapporti

L'Occidente ha cercato a lungo di distaccarsi dalle sue radici. Con la Rivoluzione francese ha desacralizzato il potere sovrano, rifiutando il cristianesimo ha cercato di laicizzare i fondamenti culturali dell'etica. Poi ha sostituito la fede in Dio con la fede nella dea Ragione e, in seguito, con il positivismo, con la fede nella scienza. Il Novecento ha visto il primato dell'istinto e della violenza con due guerre mondiali e ideologie totalitarie come il comunismo sovietico, il nazismo, il fascismo. Poi la Guerra Fredda e l'opposizione tra il modello capitalistico e quello socialista. E nell'89, d'un tratto, con la caduta del Muro di Berlino e il passaggio al XXI Secolo, il mondo è sembrato più piccolo, unito e senza nemici.

L'Occidente ha abbracciato l'adorazione di un libero mercato mitizzato, unico, globale in cui tutti competono nelle stesse condizioni e dove non ci sarebbero nemici. Ma, in realtà, questo mercato non è libero, è estremamente disordinato e nel disordine emergono potenze capaci di controllare, dominare, manipolare. E infatti è ciò che sta avvenendo, perché il controllo di questo regno che ci appare così libero, è in mano a potentissime nazioni sovrane, a banche e fondi d'investimento sovranazionali che fanno ciò che vogliono. Non c'è la distinzione tra bene e male perché le persone interessano soprattutto come consumatori. Il mercato globale deve rendere sempre più omologati, più simili i diversi popoli, perché si assomiglino sempre di più e consumino i prodotti pensati in serie. In parallelo, cresce un potere burocratico che agisce sempre più impersonalmente nei confronti dei suoi cittadini e delibera sostituendosi sempre più all'etica tradizionale con leggi prescrittive. E la sua potenza è enormemente accresciuta dalla diffusione della tecnologia informatica. Ciò che caratterizza questa epoca è anche la grande rapidità, il continuo cambiamento, la veloce obsolescenza, il primato del processo sulla persona. L'Europa e gli europei, schiacciati tra questi immensi poteri, non hanno più, almeno in questo momento, un sogno, un ideale, una meta positiva, una cultura e non sentono più la forza ispiratrice delle loro radici. L'influenza della globalizzazione è arrivata a toccare il cuore dei rapporti famigliari, genitori-figli, maschio-femmina.