A Londra test solo ai ricoverati. E gli italiani scappano

Gli italiani a Londra non vogliono saperne di rimanere e si stanno organizzando in tutti i modi per rimpatriare. Anche con mezzi "clandestini". Il governo emana le prime strette

La corsa è quella disperata, dell’ultimo minuto, quella che ti porta affannosamente a controllare aerei, voli, scali aeroporti, a chiamare il Consolato, l’ambasciata, a vedere i prezzi che schizzano in alto, che salgono. Un volo da Londra a Roma, uno di quei pochi rimasti costa anche la bellezza di 500 euro. Solo domenica 22 marzo c’è un volo di Alitalia garantito dalla Farnesina. Per chi non ha trovato posto, cerca altro. Organizza perfino pulmini clandestini Londra – Roma, per tornare in Italia.

Molti ragazzi italiani infatti di rimanere a Londra, dopo le dichiarazioni del primo ministro Boris Johnson, non ne vogliono sapere. “Sto organizzando un viaggio Londra Roma – scrive qualcuno nel gruppo Facebook Italiani a Londra – partenza sabato mattina ore 5 a Victoria Station in pulmino, 9 posti. Chi vuole si può aggregare, contributo spese 250 pounds. Fatemi sapere nei commenti”. Un altro: “Ciao qualcuno sa se ci sono dei voli diretti per Roma?”. Un altro ancora. “I primi voli disponibili con Alitalia sono sabato 4 aprile. Altre soluzioni?”.

Il problema è che lì, dicono alcuni studenti, finora, non hanno avuto indicazioni, non hanno avuto direttive, non hanno avuto disposizioni da seguire. Le Università fino a oggi, hanno continuato a rimanere aperte, le lezioni online ok, ma intanto le palestre universitarie, i pub, i bar, i punti di ritrovo e i campi da calcetto, erano pieni di gente.

Qui all’università ci dicono che siamo noi italiani esagerati – ci dice una ragazza italiana che sta per rientrare in Italia - che non capiscono perché ci preoccupiamo, che alla fine è un’influenza normale”. Influenza normale tanto che Boris Johnson ora ci ha ripensato e ha iniziato a dire ai suoi cittadini di restare a casa.

E il problema sono anche i test. I test finora eseguiti sono 44 mila. In Italia 109.170. L’inghilterra poi finora ha 1950 casi, 407 nuovi e 60 morti. E la cosa che risulta più grave è la comunicazione di questi giorni, con cui il Governo inglese ha cambiato i suoi eccelsi “consigli” per fronteggiare l’emergenza Coronavirus. Dopo le esternazioni di Boris che avvisava tutti che avrebbero perso i loro cari e che alla fine è il virus, la selezione naturale, praticamente ora ti dicono che se hai sintomi, non hai bisogno di test. E che devi stare a casa per sette giorni se hai un’alta temperatura e se hai una continua tosse. “The government has changed the advice for people with Coronavirus symptoms – si legge – You no longer need testing”.

“Questo è abbastanza grave – ci dice una ragazza italiana – praticamente se non sei ricoverato non ti fanno più i test”. Un problema dato che le persone con sintomi non sapranno mai se hanno il Covid oppure no. I medici per esempio, come riporta un articolo del The Guardian, non vengono testati, molti sono preoccupati di contrarre la malattia e di portarla a casa alle loro famiglie e ai loro parenti.

Un medico junior in un’unità di valutazione di emergenza ha avviato una petizione , denominata “Test del personale NHS in prima linea per Covid-19 come priorità”, che finora ha attirato quasi 700.000 firme. E c’è da dire che anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità, tramite il suo direttore, aveva criticato l’approccio dei Paesi che non stanno dando la priorità al test. “Non puoi combattere un fuoco con gli occhi bendati…” aveva detto.

E poi, poi c’è la questione delle Università, dei pub, dei ristoranti, delle palestre, solo alcune hanno chiuso. Ma sabato scorso si è svolto il concerto a Manchester, con migliaia di persone. Idem la Bath Half Marathon, Bathalf, la mezza maratona di Bath, che viene organizzata ogni anno dal 1982. Solo nel 2018 non venne fatta a causa della neve. Quest’anno invece si è svolta.

“Quando ho visto il governo così spavaldo – racconta questa ragazza - come a voler fare il test di Darwin sulla mia pelle, mi sono incazzata e mi sono attivata per tornare”. Infatti, tornerà domenica, e in totale sicurezza andrà in isolamento in quarantena. “Non metterò a repentaglio la vita di nessuno – dice – ho già predisposto per farmi avere un’auto all’aeroporto e la spesa per 15 giorni”.

Intanto oggi il Governo londinese ha dettato le prime strette, Università chiusa, locali, bar e ristoranti anche. La gente ha iniziato a svuotare i supermercati, facendo scorte di thè, farina, pasta e carta igienica. Solo la Nutella ha lasciato sugli scaffali. In giro ora, ci raccontano da Londra, non c’è nessuno, e dire che se avessimo ascoltato tutti Johnson, eravamo noi i coglioni.

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