Lucca, badge ai clandestini e spaccio. Così i nigeriani imbrogliavano la Cri

I tre erano riusciti a mettere insieme un grosso traffico di marijuana, venduta nei locali della Croce Rossa Italiana, dove erano ospitati in qualità di richiedenti asilo

Lucca, badge ai clandestini e spaccio. Così i nigeriani imbrogliavano la Cri

Fermati tre richiedenti asilo che spacciavano tranquillamente all’interno di un centro d’accoglienza di Lucca, competenza della Croce Rossa Italiana.

Si tratta di tre nigeriani, finiti al centro delle indagini della polizia, impegnata in una complessa operazione di contrasto al traffico di stupefacenti. Gli africani agivano seguendo uno schema ben congegnato ed in poco tempo erano riusciti a mettere su un grosso giro di affari. Numerosissimi i clienti, attirati soprattutto dal basso costo della merce.

Il capo del trio era un 28enne, che dal centro di Lucca era poi stato trasferito in un’altra struttura di Montecatini Terme. Anche dalla cittadina pistoiese, tuttavia, il criminale continuava a gestire i due compagni, Osagiede Raymona e Obamwonyi Daniel, rispettivamente di 22 e 28 anni.

La marijuana destinata alla vendita veniva acquistata a Modena, presso un altro nigeriano di 33 anni, Osarobo Seedorf Osadolor, ora agli arresti domiciliari a Macerata. Caricando oltre un 1 kg di droga alla volta, i pusher hanno portato avanti i loro traffici per un lungo periodo di tempo compreso tra gennaio e luglio 2018.

Come anticipato all’inizio, la marijuana veniva accuratamente occultata nei locali messi a disposizione dalla Croce Rossa. Cuscini, materassi, mobilio, ogni cosa poteva diventare un ottimo nascondiglio. Lo spaccio avveniva alla luce del sole, in piazzale Don Baroni, proprio di fronte alla struttura di accoglienza dove venivano “ricevuti” i clienti italiani.

Quando i compratori erano altri africani, invece, il “modus operandi” cambiava. Potendosi confondere con gli altri ospiti della struttura, questi venivano forniti dei badge ceduti ai richiedenti asilo in modo tale da poter tranquillamente entrare ed uscire dal centro. Non solo. I “falsi” profughi potevano anche decidere di approfittare dei servizi forniti dalla Croce Rossa, godendo di vitto ed alloggio. Una beffa in piena regola.

Del resto anche il capo, il 28 nigeriano di stanza a Montecatini, agiva come voleva. Usufruendo del treno, l’africano poteva facilmente raggiungere Lucca e, quando questo non era possibile, ovviava contattando telefonicamente i suoi complici. Neppure la misura cautelare degli arresti domiciliari arrivata a giugno, dopo che era stato trovato alla stazione con 982 grammi di marijuana, era servita a mettere un freno alla sua attività: l’uomo contuava a spostarsi a suo piacimento.

A porre un freno ai traffici illeciti dei nigeriani, l’intervento degli agenti della questura di Lucca. Ieri mattina i poliziotti hanno effettuato dei controlli a tappeto nel centro della Croce Rossa, riuscendo a sequestrare moltissime dosi di marijuana. All’interno della struttura, fra l’altro, sono stati identificati anche sette clandestini, i probabili possessori dei badge forniti dai nigeriani.

In seguito al blitz delle forze dell’ordine, il 22enne Raymona è finito dietro le sbarre, mentre il 28enne Daniel è stato sottoposto agli arresti domiciliari in un centro di Camporgiano. Stando alle ultime notizie, il capogruppo è invece riuscito a fuggire anzitempo alla volta della Germania e ad oggi risulta irreperibile.

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