"La lucciola lavora dove vuole". Il Tar strappa foglio di via

A Treviso una prostituta ha fatto ricorso al Tar e lo ha vinto. Dovrà essere risarcita dal Ministero dell'Interno

"La lucciola lavora dove vuole". Il Tar strappa foglio di via

"La chiamavano bocca di rosa metteva l'amore sopra ogni cosa" cantava De Andrè. La bocca di rosa, in questo caso, si chiama Aureliana ed è una donna rumena attiva a Preganziol, un paese fra Treviso e Venezia. Fermata dalla polizia, come riporta La Stampa, "si è vista recapitare, pochi mesi dopo, un foglio di via firmato dal questore di Treviso Tommaso Cacciapaglia, che le imponeva di non rimettere più piede nel comune di Preganziol per i prossimi tre anni".

Eppure Aureliana non si è arresa e ha fatto ricorso al Tar che, lo scorso 17 dicembre, le ha dato ragione: la lucciola può lavorare dove vuole. Poi la beffa per Alfano: "i giudici hanno condannato il Ministero dell'Interno a rifondere alla ricorrente le spese di giudizio (800 euro più oneri di legge), oltre all'importo del contributo unificato ".

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