Mattarella consegna l'onorificenza a Giangrande

Il Capo dello Stato ha conferito l’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce a Giuseppe Giangrande, il maresciallo dei carabinieri ferito davanti a Palazzo Chigi nel 2013

Mattarella consegna l'onorificenza a Giangrande

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha consegnato l’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine "al Merito della Repubblica Italiana" al maresciallo dei carabinieri Giuseppe Giangrande, rimasto ferito nella sparatoria davanti a Palazzo Chigi, avvenuta il 28 aprile 2013. La figlia del maresciallo, Martina Giangrande, era presente alla cerimonia di Palazzo Vecchio, a Firenze, che si è tenuta subito dopo la cerimonia per i 150 anni dall’insediamento della Camera dei deputati. Ad accogliere Mattarella a Firenze, il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, il sindaco di Firenze, Dario Nardella, il prefetto, Alessio Giuffrida, e altre istituzioni religiose e militari. In prima fila anche il ministro delle Riforme, Maria Elena Boschi.

"Grazie di tutto. Sono contento io di incontrare lei. Voglio ringraziarla e dirle che tutti gli italiani l’abbracciano", ha detto Mattarella durante la cerimonia. Giangrande ha risposto così: "Sono contento per l’incontro di oggi, contento di incontrare una personalità come lei, che è davvero un ottimo presidente". Giangrande ha voluto poi mettere una nota di colore, sottolineando la natura di incontro "tra conterranei, anche perché siamo a pochi chilometri, io sono a Monreale". "Conterranei assai prossimi, grazie di averlo ricordato", è stata la replica di Mattarella, originario di Palermo.

Presente naturalmente anche la figlia del sottufficiale, Martina: "È un grande piacere conoscerla", ha detto rivolgendosi al Presidente. "È un piacere per me, so che per suo padre è un grande sostegno", la replica del Capo dello Stato. "Da allora - ha ricordato il comandante generale dell’Arma, Tullio Del Sette - è sempre al suo fianco, sempre, sempre. Sono il suo bastone, speriamo di continuare", ha concluso Martina Giangrande.

Commenti