Napoli, maxi sequestro di bombe destinate ai commercianti

Una pratica assolutamente comune, quella dei clan, di incutere terrore alle attività imprenditoriali al fine di affermare il proprio predominio e imporre il racket

Erano ordigni destinati ai commercianti della zona. Una pratica assolutamente comune, quella dei clan, di incutere terrore alle attività imprenditoriali al fine di affermare il proprio predominio e imporre il racket a Napoli.

Le bombe sono state trovate in un deposito e un pregiudicato è stato immediatamente denunciato dai carabinieri della stazione di Torre Annunziata, guidati dal maggiore Simone Rinaldi e dal luogotenente Egidio Valcaccia, coadiuvati da personale della Compagnia di Intervento Operativo del decimo reggimento Campania. I militari, all'interno del deposito, hanno trovato un'enorme quantità di ordigni artigianali. Per il 51enne, originario del rione Poverelli, con precedenti per furto e rapina, la denuncia a piede libero è scattata automaticamente. Durante la perquisizione domiciliare e a un magazzino di sua proprietà, infatti, sono state trovate diverse bombe carta (fuochi pirotecnici) modificate per aumentarne il potenziale, materiale esplodente fabbricato artigianalmente (per complessivi 28 chilogrammi), ed inneschi di tipo manuale e elettrico.

Una situazione che, ancora una volta, sottolinea la ferocia del Sistema e la pratica, ormai divenuta atroce consuetudine, di attaccare con violenza il settore imprenditoriale campano. Un bersaglio divenuto fin troppo appetibile per i clan. Le armi per potersi difendere non mancano ma, senza ombra di dubbio, la più pericolosa rimane una: il coraggio di denunciare.

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