Processo sul porto di Molfetta, assolto l'ex senatore Azzollini

Insieme all'ex sindaco sono stati assolti anche tutti gli altri imputati al processo

Un processo che andava avanti da due anni, da marzo 2017, per i presunti illeciti relativi alla realizzazione del nuovo porto commerciale di Molfetta. Oggi i ventotto imputati sono stati assolti. Tra loro anche l'ex sindaco e senatore di Forza Italia, Antonio Azzollini.

"Sono soltanto molto felice per me e per tanti amici, soprattutto quelli che oggi non ci sono più. Ma anche per altre due ragioni: oggi è una giornata bella per le istituzioni e per la mia città", ha dichiarato al termine del processo l'ex presidente della commissione Bilancio del Senato. Sulle spalle di Azzollini, difeso dall'avvocato Felice Petruzella, gravavano accuse pesanti. Insieme agli altri imputati era accusato di associazione per delinquere, falso, abuso d'ufficio, rifiuto di atti d'ufficio, truffa, frode in pubbliche forniture, violazioni ambientali e paesaggistiche, minaccia a pubblico ufficiale e favoreggiamento.

I lavori al porto, messo sotto sequestro nel 2013, non sono mai stati conclusi, ma ora è stato disposto dal tribunale di Trani il dissequestro i finanziamenti ancora disponibili, finiti sotto custodia giudiziale. Solo per tre società è arrivata la condanna a una pena pecuniaria per l'illecito amministrativo collegato a una delle accuse contestate alle persone fisiche.

Nell'ottobre 2013 le indagini avevano portato a una maxi operazione con due arresti e il sequestro dell'intera opera e dei finanziamenti ancora non utilizzati. Erano ventotto le persone imputate. Il processo, come detto, era iniziato due anni fa, inizialmente con quarantadue imputati tra cui cinque società. Già dalle prime battute, però, alcuni imputati uscirono dal processo per intervenuta prescrizione dei reati loro contestati, mentre un altro, nel frattempo, morì, facendo scendere a trentatré quelli rimasti a giudizio.

Secondo la procura della Repubblica di Trani, i lavori del nuovo porto commerciale di Molfetta, mai completati, erano lievitati inspiegabilmente da 72 a 147 milioni di euro ed erano stati affidati alle ditte dell'appalto nel 2007 senza aver completato la necessaria bonifica dei fondali dagli ordigni bellici. Al termine del dibattimento la procura di Trani, per via di ulteriori prescrizioni, aveva dovuto ridurre drasticamente le richieste di condanna, mentre per alcune contestazioni (tra cui l'associazione a delinquere) era stata comunque chiesta l'assoluzione.

Per l'ex sindaco di Molfetta ed ex senatore di centrodestra, Antonio Azzollini, e l'ex dirigente ai lavori pubblici del Comune, Vincenzo Balducci, l'accusa aveva chiesto condanne a un anno e mezzo ciascuno, insieme a quelle pecuniarie per l'azienda appaltatrice, la Cmc di Ravenna e l'aggiudicataria Pietro Cidonio. Il tribunale di Trani è intervenuto, però, nel merito anche dei reati prescritti, assolvendo gli imputati, a seconda dei casi, o perché il fatto non sussiste o perché (il fatto) non costituisce reato. Su altre accuse i giudici hanno, invece, dichiarato i reati prescritti. Assolte anche le due società per le quali era stata chiesta la condanna per l'illecito amministrativo. Dovranno, invece, pagare 52mila euro ciascuna, più spese legali, le aziende Fantozzi Group, Molfetta Newport e Società italiana Dragaggi coinvolte nell'inchiesta.