Il medico arrivato dalla Cina in Italia: "Fate più tamponi"

Yunqing Qiu, primario di Malattie infettive del Primo ospedale affiliato dell'Università di Zhejiang. spiega che è fondamentale "inquadrare in anticipo i casi sospetti e fare i tamponi il prima possibile per scoprire i positivi"

Il medico arrivato dalla Cina in Italia: "Fate più tamponi"

"Inquadrare in anticipo i casi sospetti e fare i tamponi il prima possibile per scoprire i positivi". Queste sono le principali raccomandazioni di Yunqing Qiu, primario di Malattie infettive del Primo ospedale affiliato dell'Università di Zhejiang.

Il medico, atterrato a Malpensa, ha rilasciato un'intervista a La Repubblica, spiega inoltre l'importanza di mettere subito in quarantena i contagiati e " iniziare la terapia quando la malattia è ancora in una fase iniziale". Yunqing Qiu fa parte del team di sette medici, tre infermieri e tre tecnici che è arrivato in Italia con un carico di 400mila mascherine e ventilatori e monitor. Qui, che ha seguito il coronavirus sin "dal primo caso", aggiunge che "Bisogna mettere insieme tutti i pazienti positivi, radunare gli esperti e i medici specializzati, mettere in comune gli strumenti, e concentrare anche le persone che hanno necessità di diverse terapie".

Nella sua provincia i malati più gravi sono stati accolti in ospedale "perché siamo attrezzati per curarli" ed "è importante per aumentare le guarigioni e diminuire i decessi". Le persone che hanno sintomi lievi o sono asintomatiche devono essere isolate per evitare che contagino "parenti e amici", proprio come è stato fatto a Wuhan dove si è costruito un ospedale temporaneo in tempi record. I numeri della Lombardia, conclude Qui, non sono "un problema causato dalla tecnologia e dalla sanità italiana, che sono molto avanzate", dice. Il vero problema "sono i casi che non sono stati scoperti nella fase iniziale e si è perso tempo per la cura. Per questo è fondamentale anticipare".

La Cina, intanto, ha annunciato che a Wuhan, epicentro della pandemia da coronavirus, e nella provincia dell'Hubei, non ci sono stati nuovi casi di contagio. Secondo le autorità locali, i 34 nuovi casi registrati mercoledì erano di persone che provenivano dall'estero."Oggi abbiamo visto l'alba dopo tanti giorni di duro sforzo", ha detto Jiao Yahui, ispettore senior della National Health Commission. Sono invece 8 i decessi collegati al coronavirus. Secondo Jiao il "doppio zero", arrivato dopo giorni di diminuzione del numero di contagiati, significa che il controllo e i metodi di trattamento medico imposti dal governo di Pechino hanno funzionato bene. Dall'ambasciata cinese a Roma arriva un messaggio di solidarietà nei confronti dell'Italia:"Impegno, sacrificio e solidarietà possono sconfiggere il coronavirus!", si legge in un tweet. Anche in questo caso, con un servizio dell'agenzia Xinhua, si ricorda che "ieri a Wuhan e nell'intero Hubei, epicentro dell'epidemia Covid-19, ci siano stati zero contagi" ed "è la prima volta dall'inizio dell'emergenza. Solo un mese fa, erano migliaia ogni giorno", sottolineano i diplomatici cinesi, terminando il loro messaggio con il consueto hashtag '#ForzaCinaeItalia'.