Ecco come cambia la popolazione

Più decessi che nascite per la prima volta dal 1918: ecco cosa è successo nell'anno della pandemia che ha registrato altri numeri negativi

Ecco come cambia la popolazione

Gli italiani invecchiano ma il dato più preoccupante è l'inversione di tendenza registrata nel 2020: per la prima volta dal 1918, l'anno della pandemia di spagnola, si sono avuti più decessi (740 mila) che nascite (405 mila), con un gap negativo di 305mila unità a cui si aggiunge un calo complessivo dello 0,7% della popolazione residente in Italia (-405.275 individui) che adesso conta poco più di 59 milioni di persone (59.236.213).

Aumenta l'età media degli italiani

Sono i numeri sviscerati dall'Istat nell'ultimo Censimento della popolazione e dinamica demografica appena pubblicato. Meno nascite significa, automaticamente, che l'età media degli italiani si è alzata: da 45 a 45,4 anni. Il deficit di nascite rispetto ai decessi è tutto dovuto alla popolazione di cittadinanza italiana (-386 mila), mentre per la popolazione straniera il saldo naturale resta ampiamente positivo (+50.584). Come sottolinea l'Istituto di ricerca, è chiaro che in questi fattori un ruolo fondamentale l'abbia giocato la pandemia da Covid-19.

Tra le 20 Regioni italiane, la Campania è quella più giovane con un'età media di 42,8 anni mentre la Liguria è quella più anziana (48,7 come nel 2019)". Inoltre, il mancato equilibrio della piramide sociale, per età, della popolazione, è evidenziato anche dal confronto tra gli anziani over 65 e i bambini al di sotto dei sei anni con una media nazionale di un solo bambino ogni 5,1 anziani.

Dove diminuisce la popolazione

Se la maggior parte della popolazione italiana vive al Nord (46,3%), a seguire Sud e Isole (33,8% e Centro (19,8%), la diminuzione della popolazione dovuta al rapporto di cui abbiamo parlato sopra è evidente in tutte le regioni. "L'ammontare di popolazione al 31 dicembre 2020 è inferiore a quello del 2019 in tutte le ripartizioni, in particolare nel Mezzogiorno (-1,2% nell'Italia Meridionale e -1% nelle Isole) - osserva l'Istat - quasi ovunque, a eccezione delle province autonome di Bolzano e di Trento, a determinare la diminuzione è soprattutto la dinamica demografica recessiva del 2020".

Più donne che uomini

In Italia, la maggior parte della popolazione è formata da donne che rappresentano il 51,3% del totale e superano gli uomini di poco pIù di un milione e mezzo (1.503.761). "Il rapporto di mascolinità è quindi pari a 95 uomini ogni 100 donne, più equilibrato rispetto al 2011 quando si contavano 93,5 uomini ogni 100 donne", sottolinea l'Istat. Ma le donne superano gli uomini anche su lauree e senza titoli di studio: della prima categoria, ben il 55,8% dei titoli di primo e secondo livello compresi i dottorati di ricerca è conseguito da donne che, però, hanno anche il primato negativo sul mancato completamento del corso di studi (58,3% contro il 41,7% degli uomini).

Cosa accade ai Comuni

Un'altra statistica che fotografa la situazione demografica sul nostro Paese è che in quasi tre Comuni su quattro ci sono meno abitanti che nel 2019. Come due anni fa, Roma continua ad essere la città più popolata d'Italia con 2.770.226 residenti mentre Morterone, in provincia di Lecco, è il Comune più piccolo con appena 29 abitanti.

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