Milano, le case popolari cadono a pezzi ma il Comune aumenta l'affitto

I residenti abbandonati nel degrado sono esasperati: "Qua viene giù tutto e ci alzano il canone…". La rabbia contro Sala

Milano, le case popolari cadono a pezzi ma il Comune aumenta l'affitto

Milano, Piazza Abbiategrasso. Un condominio di case popolari di proprietà del Comune è stato messo in mano a MM-Metropolitana Milanese. Sul sito del Comune di Milano, alla sezione "Case popolari-servizi agli inquilini", si legge: "Punto di riferimento per tutti gli assegnatari e gli aspiranti inquilini delle case popolari è Metropolitana Milanese Spa, alla quale è affidata la gestione del patrimonio immobiliare pubblico di proprietà del Comune di Milano". Di servizi in via Ulisse Dini – al civico 14/2 – però non se ne vedono proprio. Di disservizi, invece, se ne contano fin troppi e le centocinquanta famiglie che ci vivono ci fanno i conti tutti i giorni. Da anni.

Dalle cantine che si allagano agli alberi che cadono in giardino, dai portoni rotti alle luci fuori uso negli androni, dalle infiltrazioni d'acqua alla muffa alle pareti e ai cumuli di rifiuti, passando per quella che forse è la beffa più indigesta per chi ci abita: gli ascensori fuori servizio. E qui, peraltro, il Comune sembra prenderli bellamente in giro con questo volantino di avviso: "Abiti in una casa popolare di proprietà del Comune di Milano? L'ascensore non funziona e hai difficoltà a fare le scale? Chiama il numero verde e sarai aiutato a fare le scale da volontari". Ma lo scherno continua così: "Servizio gratuito e attivo dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 18:30". Insomma, come se nel weekend o di sera, anziani, donne incinta, disabili e condòmini con le buste della spesa non avessero bisogno degli elevatori. Qui dove ci sono due scale da sette piani e due da dodici.

A luglio un incendio nel vano spazzatura: quando i pompieri sono arrivati, hanno trovato sulle scale le manichette antincendio senza acqua per spegnere le fiamme, arrivate fino al terzo piano. Solo per "fortuna" non è successa una tragedia.

A fronte di tutto questo, dulcis in fundo, gli affitti aumentano. E le centocinquanta famiglie si sentono prese in giro e abbandonate delle istituzioni, dal sindaco Giuseppe Sala a da Metropolitana Milanese. Che, di fatto, li snobbano, facendo finta che non esistano. Come fossero fantasmi, immeritevoli di qualsiasi aiuto.

Roberto, un condomino, ci racconta: "Siamo passati da Romeo ad Aler, dunque a MM, che si sta confermando essere la peggior gestione di sempre: il palazzo è in totale abbandono. Nella mia scala un ascensore è rotto da mesi e l'altro funziona un giorno sì e l’altro no. Siamo pieni di infiltrazioni, i pluviali perdono e appena apriranno il riscaldamento, le cantine si allargheranno: le tubature hanno perdite da anni e sono un colabrodo".

Facciamo un salto giù in cantina e per terra non ci sono semplice pozze, ma acqua alta per qualche centimetro. E dal soffitto fanno capolino tubazioni rattoppate alle bell'e meglio e cavi della corrente a vista. Fabrizio, un altro abitante del palazzo, si sfoga: “Ditemi voi se è possibile una situazione del genere, come possiamo vivere così? E quando chiami l'impresa per intervenire, se ti rispondono, vengono dopo giorni a mettere una toppa su uno dei tanti buchi, poi se ne vanno. Quando ho chiamato perché non mi andava il riscaldamento e mi pioveva in casa, mi hanno lasciato al freddo per giorni e giorni con mia figlia appena nata, dicendomi di tenere aperto l'ombrello…se questa non è una presa in giro, che cos'è?”.

I disabili dimenticati

In cortile avviciniamo un signore con le stampelle: "Io sono disabile e mi hanno assegnato la casa al quinto piano: quando l'ascensore non va, come faccio a uscire di casa o a ritornarci? È una vergogna". E questo signore non è l'unico invalido di questo condominio dimenticato da tutti.

"I rapporti col pubblico vengono tenuti per via telefonica oppure su appuntamento", si legge sempre in quella pagina del sito Comune di Milano. Peccato però che i residenti ci raccontano che quando chiamano per richiedere interventi urgente manutenzione, si vedono rispondere in ritardo e gli addetti si presentano giorni dopo.

L'unica cosa che è puntuale è il pagamento dell'affitto mensile a MM: "Quando la gente sente parlare di case popolari crede che i canoni siano di qualche decina di euro, ma qui ci sono affitti che arrivano anche ai cinquecento-seicento euro. Ci fanno pagare, ma ci fanno vivere nel degrado: non è giusto. Viene voglia di fare i furbi, come quella metà di inquilini morosa da anni. Però qui c'è tanta gente onesta che lavora, paga le tasse e paga l'affitto, sempre e comunque, nonostante tutto questo schifo. Ma, cavolo, questa è la ricompensa?".

Commenti