Modena, somalo chiede permesso di soggiorno ma finisce in prigione

Sull’uomo pendeva un’ordine di carcerazione emesso lo scorso 6 settembre per il reato di furto aggravato in appartamento. In questura aggredisce agente che gli indica gli uffici giusti a cui inoltrare la richiesta, poi si allontana dopo breve attesa: identificato, il 32enne viene catturato e tradotto in carcere

Si reca negli uffici della questura di Modena per ottenere informazioni sul rinnovo del permesso di soggiorno ma finisce in manette perché su di lui gravava un ordine di carcerazione.

Protagonista della vicenda un immigrato 32enne della Somalia, che si è presentato nei locali di via Giovanni Palatucci per ottenere notizie sul nuovo documento. L’africano era evidentemente del tutto inconsapevole di ciò che il Tribunale di Modena aveva disposto già dal 6 di settembre in seguito alla sua condanna per furto aggravato.

Una volta giunto in questura, l’uomo è stato invitato dall’agente di servizio all’ingresso a contattare il personale dell’Ufficio Immigrazione, l’unico in grado di fornire risposte alla sua domanda. Colto da un raptus di follìa improvviso, il 32enne ha dato in escandescenze iniziando ad urlare contro il poliziotto ed afferrandolo in modo minaccioso per il colletto dell’uniforme.

Tornato infine a più miti consigli, l’africano ha seguito le indicazioni ricevute e si è seduto ad aspettare l’arrivo dei dipendenti dell’ufficio. Dopo qualche minuto di attesa, evidentemente stufo di perdere tempo, l’uomo ha preferito alzarsi ed andare via.

Il suo atteggiamento aggressivo ha tuttavia messo la pulce nell’orecchio degli agenti presenti in questura, che hanno approfondito le ricerche sul suo conto e scoperto del pendente ordine di carcerazione.

La squadra mobile è pertanto partita alla volta del residence dove alloggia il 32enne, attendendo il suo ritorno a casa. Il somalo è dunque stato tratto in arresto e tradotto nel carcere di Sant’Anna, dove dovrà scontare la condanna di 5 mesi e 10 giorni per furto aggravato in abitazione. A questa, tuttavia, va ad aggiungersi anche la denuncia per resistenza a pubblico ufficiale, per l’aggressione dell’agente avvenuta in questura qualche ora prima.

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