"Omosessuali soggetti a rischio Covid": bufera sul modulo per il vaccino

Nel documento riconducibile alla Asl5 di La Spezia l'omossessualità viene inserita tra i "comportamenti a rischio". Il direttore dell'azienda sanitaria: "Un chiaro errore, lo riconosciamo"

"Omosessuali soggetti a rischio Covid": bufera sul modulo per il vaccino

L'omosessualità inserita tra i "comportamenti a rischio", insieme a "tossicodipendenti e soggetti dediti alla prostituzione". È quanto si legge su un documento che sarebbe stato emesso dalla Asl5 di La Spezia, in Liguria, relativo all'accesso alla vaccinazione anti Covid-19.

Sul documento viene chiesto di barrare la categoria corrispondente alla propria situazione. I primi gruppi indicati si riferiscono al personale sanitario, scolastico o che svolge lavori a rischio. Poi si arriva al punto 10, dove si legge: "Soggetto con comportamenti a rischio". Tra parentesi, viene specificato: "Tossicodipendente, soggetto dedito alla prostituzione, omosessuale". A segnalare l'esistenza del modulo è stato il consigliere regionale Ferruccio Sansa, che lo ha condiviso sulla sua pagina Facebook, raccontando: "Un nostro amico ha chiesto all'Asl5 spezzina un modulo per accedere alla vaccinazione Covid-19. Nel documento che gli è stato fornito vengono elencate 30 categorie di persone. Tra i soggetti con 'comportamenti a rischio', al punto numero 10, sono stati inseriti anche gli omosessuali insieme a tossicodipendenti e ai 'soggetti dediti alla prostituzione'". A quel punto, Sansa racconta di aver cercato di chiedere spiegazioni alla Asl ma, "dopo 13 telefonate senza risposta - compresi l'ufficio relazioni con il pubblico e il servizio covid-19 - finalmente l'ufficio igiene pubblica e vaccinazioni ci ha risposto: 'Sì, conosciamo quel foglio, ma l'ha fatto un altro ufficio'".

VACCINO COVID: PER L'ASL5 GLI OMOSESSUALI SONO SOGGETTI CON "COMPORTAMENTO A RISCHIO" (come tossicodipendenti e...

Pubblicato da Ferruccio Sansa su Giovedì 11 febbraio 2021

Secondo quanto riporta Repubblica, inizialmente la Asl aveva precisato che, "prima di dare risposte" avrebbe voluto capire la provenienza del modulo: "Stiamo ancora indagando per capire se sia un fake, o se frutto di una leggerezza". Poi il direttore dell'azienda sanitaria Paolo Cavagnaro, ha ammesso: "Un chiaro errore, lo riconosciamo, per cui possiamo solo scusarci, ma stiamo anche tentando di spiegarci". Tra le possibili cause potrebbe esserci quella di aver ricalcato "un vecchio documento usato per le donazioni di sangue, quando ancora l’omosessualità era indicata tra i comportamenti a rischio". Nel caso, conclude Cavagnaro, "verrá subito eliminato". Stando a una nota diffusa dalla Asl e ripresa dal Corriere della Sera, l'azienda sanitaria ha "prontamente modificato il modulo, precisando che si tratta di un documento esclusivamente ad uso interno dei sanitari".

Sulla vicenda è intervenuto anche il governatore della Regione Liguria Giovanni Toti, che "stigmatizza e condanna fermamente quanto accaduto in Asl5, in relazione alla comunicazione, fortemente discriminatoria, per l'accesso alla fase 2 della campagna di vaccinazione anti Covid-19". La nota diffusa da Toti parla di "errore inaccettabile" e, per questo, è stato dato "immediatamente mandato alla Asl5 di ritirare quella comunicazione e agli uffici preposti di avviare subito un'indagine interna per individuare le responsabilità e adottare i relativi provvedimenti disciplinari. L'azienda sanitaria spezzina si scusa a nome dell'intera sanità ligure con tutti i cittadini che si siano sentiti offesi".

Il realtà, il documento che inserisce gli omosessuali tra le categorie a rischio in vista del vaccino contro il Covid, riprende quanto scritto in un documento ufficiale del Ministero della Salute Anagrafe nazionale vaccini-specifiche funzionali, che elenca le categorie considerate a rischio in vista della vaccinazione. Al punto 10 dell'allegato 3 vengono precisati i soggetti "con comportamenti a rischio", tra cui sono indicati tra parentesi "tossicodipendente, soggetto dedito alla prostituzione, omosessuale". Il documento risale allo scorso ottobre ma, come riferisce Agi, lo scorso 5 febbraio sarebbe stato aggiornato.

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