È il momento della responsabilità

Cari colleghi, stiamo vivendo una delle fasi più delicate della vita economica e sociale del nostro Paese. Siamo di fronte a due guerre: una al virus e al contagio e una alla recessione affinché non diventi depressione

Cari colleghi,

stiamo vivendo una delle fasi più delicate della vita economica e sociale del nostro Paese. Siamo di fronte a due guerre: una al virus e al contagio e una alla recessione affinché non diventi depressione.

Stiamo agendo a supporto del nostro sistema industriale, confrontandoci in modo responsabile con le istituzioni affinché siano assunti tutti i necessari provvedimenti volti a contenere il contagio e superare l'emergenza sanitaria, ma anche per affrontare quella economica. In questo senso, abbiamo condiviso - coerentemente con le indicazioni della comunità scientifica, e non altre - la necessità di rallentare la produzione, non invece le chiusure prolungate e totali, che potrebbero avere effetti irreversibili sul nostro sistema industriale, farci uscire dalle filiere internazionali e danneggiare irreparabilmente il nostro sistema economico e sociale.

Per questo abbiamo fortemente spinto su quella che è la priorità massima di questo momento: la liquidità per le imprese per mantenere in vita il nostro sistema economico e prepararsi alla reazione, trasformando le preoccupazioni nostre e dei nostri lavoratori nella necessità di non mollare, nel gusto della sfida, nella voglia di reagire.

Abbiamo sin da subito presentato proposte articolate, da ultimo lo scorso 20 marzo, quando abbiamo inviato al Governo e a tutte le forze politiche un documento per governare questa fase di transizione assicurando liquidità a breve a tutte le nostre imprese - piccole, medie e grandi - attraverso il fondo di garanzia, liquidità che alla fine di questo periodo dovrà trasformarsi in un prestito a 30 anni, al pari di un debito di guerra, che le imprese si accolleranno e pagheranno. Allego il nostro documento del 20 marzo e il comunicato stampa del 25. Vanno in questa direzione la posizione espressa da Mario Draghi sul Financial Times del 25 marzo e l'intervento di ieri del Commissario Paolo Gentiloni. Richiamo in questo senso anche la posizione del Ministro Stefano Patuanelli riportata oggi dalla stampa.

Vi informo, inoltre, che abbiamo fatto avere il nostro documento anche agli ambasciatori francese e tedesco affinché lo condividano con i rispettivi Governi e lo abbiamo anticipato ai nostri omologhi Presidenti delle confindustrie tedesca, francese, svedese, spagnola, portoghese e a BusinessEurope per creare un consenso europeo e fare in modo di avere in tale direzione un acceleratore europeo oltre quello che occorre fare come Paese.

La tenuta del sistema economico e delle filiere dipende però anche da noi, dalla nostra etica della responsabilità e dai nostri comportamenti, per questo faccio un appello a tutte le nostre imprese e lo faccio riportando una frase di Stefano Scaglia, il nostro Presidente di Confindustria Bergamo, un territorio tra i più colpiti in questo momento, che ha dichiarato ieri: «Ogni impresa, indipendentemente dalla sua dimensione, categoria o settore merceologico, è funzionale alla sopravvivenza del nostro tessuto produttivo. Mantenere gli impegni presi nei pagamenti, salvo gravi e comprovate difficoltà, è la decisione che garantisce continuità a tutto il nostro sistema. Adesso è il momento della responsabilità sociale, possiamo e vogliamo essere il centro e i promotori della nuova rinascita».

Le parole di Stefano sono un appello a tutti noi imprenditori e imprenditrici nel difendere la dignità delle nostre imprese, nel mantenere in piedi le nostre filiere, nel comprendere che non ci sono scorciatoie per nessuno e che questa sfida epocale la vinceremo insieme, rispettando noi per primi i nostri impegni, per non fare crollare il sistema e per non perdere quel bene essenziale del mondo dell'economia che è la fiducia tra noi: fornitori e clienti.

Questo è il tempo della coerenza e della responsabilità, che richiede di essere all'altezza, esemplari e consapevoli che i nostri comportamenti saranno parte determinante del futuro che costruiremo, un futuro in cui pur nei momenti difficili la fiducia deve prevalere sull'ansietà e la passione sulla rabbia.

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