Monasterace, sindaco minacciato dalla mafia conferma le dimissioni

Maria Carmela Lanzetta, sindaco di Monasterace (Reggio Calabria), ha subito diverse intimidazioni. Dopo l'ennesimo episodio si è dimessa. Ha ottenuto la scorta ma lei ha confermato la propria decisione

Monasterace, sindaco minacciato dalla mafia conferma le dimissioni

"Lo Stato mi è stato vicino ma confermo le mie dimissioni". Con queste parole amare Maria Carmela Lanzetta, sindaco dimissionario di Monasterace (Reggio Calabria), ha confermato la propria decisione di farsi da parte, nonostante il comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica le abbia affidato una scorta a seguito delle numerose intimidazioni subite, l'ultima delle quali la scorsa settimana. "Ringrazio le istituzioni, la mia vita in futuro sarà difficile, però non cambio idea", ha concluso il sindaco. "Le mie dimissioni - spiega la Lanzetta - sono un fatto personale, non legate a una richiesta particolare. Purtroppo rilevo l’impossibilità a fare il sindaco in un clima di serenità".

La notizia, ovviamente, suscita amarezza. E' una sconfitta dello Stato. "La scelta va rispettata - dice Laura Garavini, capogruppo del Pd nella commissione Antimafia - dalle sue parole è chiara l’angoscia e il dolore di una donna che ha tentato una difficile sfida. Ora tocca a noi monitorare quel territorio perché non si può tollerare questa rottura della democrazia e che la criminalità scelga, nei fatti, i sindaci". "La Commissione Antimafia - aggiunge - ha avviato un’indagine sui sindaci minacciati, è un lavoro appena iniziato ma che deve andare fino in fondo per capire quali strumenti sia necessario attivare per rendere sempre più forte l’azione delle amministrazioni locali nelle zone più soggette alla violenza mafiosa".

Massimo impulso alle indagini

Il procuratore della Repubblica di Reggio Calabria, Ottavio Sferlazza, ha "dato massimo impulso alle indagini dei carabinieri" sugli attentati subiti dal sindaco di Monasterace. È quanto si è appreso al termine della riunione del comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica.

Il sindaco: mi hanno distrutto l'anima

"Dopo gli attentati non potrei più fare serenamente il mio lavoro, qualsiasi decisione dovessi prendere domani mattina non mi sentirei più libera come prima. Mi hanno distrutto l’anima", ha detto la Lanzetta intervistata da Repubblica. "All’inizio dell’estate dell’anno scorso hanno dato fuoco alla mia farmacia. Io, mio marito e i nostri due figli siamo vivi per miracolo". "Torno a fare la farmacista. Così una volta per tutte mi lasceranno in pace". Sul sostegno ricevuto "non posso dire di essere stata lasciata sola, però qualcuno che doveva far sentire la sua voce in questi giorni - certi associazioni, certe istituzioni - è rimasto in silenzio". Oppure si è fatto sentire in modo tardivo. Troppo tardivo. 

 

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