Mons. Paglia tuona contro Salvini: "Rosario va recitato"

Monsigno Vincenzo Paglia non ci sta e rilancia la polemica contro Salvini, dichiarando che il rosario dev'essere gettato in mare per i migranti

Non termina più la polemica sull'utilizzo del rosario da parte di Matteo Salvini. Il leader della Lega lo ha mostrato in piazza a Milano, durante la manifestazione di chiusura dei sovranisti europei, ma pure durante il commento a caldo sui risultati delle elezioni di domenica scorsa. Gli uomini di Chiesa sono intervenuti più volte. In alcuni casi, citando in maniera diretta il ministro dell'Interno, in altri, soffermandosi solo su quello che ritengono essere un uso improprio dei simboli della fede cattolica. Poche ore fa, ha detto la monsignor Vincenzo Paglia, importante vescovo italiano oltre che presidente della Pontificia accademia per la Vita.

Secondo quanto si apprende sull'agenzia Lapresse, il presule, che ricopre quindi un alto incarico in Vaticano, ha dichiarato che il "rosario va recitato" e "non sbattuto in faccia agli altri". Gli ecclesiastici, ormai a distanza di tempo, continuano a insistere sul punto. Quasi come se non si fossero rassegnati. Padre Francesco Occhetta, gesuita e politologo, aveva condito l'analisi sul gesto fatto da Matteo Salvini, parlando di "dimensione legata al politeismo". Monsignor Paglia, dal canto suo, sembra dare maggior rilievo al dato comportamentale dell'atto piuttosto che a quello teologico. Pure perché - ha continuato il presule -, quella coroncina "dev'essere gettata nel Mediterraneo perché tanti possano attaccarsi a quella catena ed essere salvi".

Siamo di nuovo dalle parti della pastorale sui migranti e sulla necessità dell'accoglienza. Quella che in questi anni, partendo dalla posizione di papa Francesco, abbiamo avuto modo di ascoltare innumerevoli volte. Paglia si aggiunge così all'elenco di coloro che, appartenendo ad ambienti ecclesiastici, hanno criticato l'utilizzo del rosario in ambito politico-propagandistico.

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Commenti
Ritratto di Gianfranco Robert Porelli

Gianfranco Robe...

Ven, 31/05/2019 - 20:22

Il Rosario non andrebbe "recitato" come dice di fare il vescovo Paglia, bensì andrebbe pregato contemplandone i cinque misteri su cui meditare. Per esempio per la Gloria essi sono: Risurrezione, Ascensione, Pentecoste, assunzione mariana, incoronazione mariana. La superficialità mestierante del prelato sconfina dunque nel cretinismo.

venco

Ven, 31/05/2019 - 21:03

Ma quanti falsi cristiani ci sono in vaticano.

Giorgio5819

Ven, 31/05/2019 - 21:19

Pensino a beccare i loro pedofili, se ci riescono... patetici.

TitoPullo

Ven, 31/05/2019 - 21:41

MA, MONSIGNORE, I PRETI PEDOFILI LO RECITANO DOPO AVER COMMESSO IL FATTO?

venco

Ven, 31/05/2019 - 22:36

Il clero vaticano fa riscoprire il cristianesimo fra la popolazione ma senza il loro supporto, si stanno escludendo, in futuro saremo più cristiani ma senza di loro.