"Morirei per te...". Il presagio di Saman dopo l'abito da sposa

Saman Abbas aveva progettato di sposarsi con il fidanzatino e di fuggire in Pakistan: aveva persino acquistato il suo abito tradizionale da sposa

"Morirei per te...". Il presagio di Saman dopo l'abito da sposa

Saman Abbas stava per sposarsi. Non con il cugino 29enne con cui avrebbero voluto accasarla i genitori, e contro i quali la giovane pakistana si è opposta al matrimonio combinato. Saman stava per sposarsi con il fidanzato, un connazionale conosciuto in chat, che come lei viveva in Italia, ma nel Frusinate.

Nella puntata di ieri sera di Quarto grado si è parlato dei preparativi del matrimonio, quello desiderato, di Saman, che aveva scritto al coetaneo: “Io morirei per te”. Come sottolineato in trasmissione, queste parole sembrano quasi un triste, terribile presagio: la 18enne è scomparsa da Novellara la notte tra il 30 aprile e l’1 maggio scorso, e si ritiene che i parenti l’abbiano uccisa per aver disobbedito ai genitori e rifiutato il matrimonio forzato.

Saman e il fidanzato, più volte minacciato dai parenti della giovane insieme alla propria famiglia, avevano fatto una vacanza insieme a Roma e lui le aveva chiesto di sposarlo. La coppia aveva addirittura ordinato un abito da sposa in Pakistan, bianco, come la tradizione vuole. Un vestito che Saman purtroppo non indosserà mai.

A Quarto grado ci si è chiesti se qualcuno abbia tradito la giovane coppia o se Saman avrebbe potuto essere tutelata maggiormente in Italia. Il presunto omicidio potrebbe avere - e questo è un dato quasi assodato in molti approfondimenti televisivi - una matrice culturale, che affonda le proprie radici nelle comunità rurali pakistane, reazionarie e misogine anche in contrasto ai dettami del Corano. “E ora come faremo a dirlo in Pakistan? Questo è un disonore per tutti noi”, pare abbia detto Nazia, la madre di Saman, colei che in un certo senso sembra aver mosso i fili dell’intera faccenda. Anche se poi l’esecutore del presunto omicidio potrebbe essere stato lo zio Danish, che disse agli Abbas: “Ora andate a casa, ora ci penso io”. Ma c’è poi anche la testimonianza del fratello di Saman, con molte cose che non tornano: il ragazzino avrebbe mentito su alcuni messaggi della sorella ma anche all’inizio, quando disse che la sorella era andata in Belgio come aveva fatto in passato.

Una troupe di “Quarto grado” si è recata ancora una volta in Pakistan, ascoltando i pareri delle persone che sembrano confermare l’omicidio in risposta alla ribellione verso un matrimonio combinato. La troupe ha incontrato anche una zia di Saman, che ha affermato di provare un grande dolore e di aver appreso tutto dalla tv. Ma un uomo, nascosto dietro un cancello alle sue spalle, le dice: “Stai zitta, non parlare”. Che sia stato Shabbar Abbas, il padre di Saman, al momento atteso dalle autorità italiane?

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