Cronache

"La morte di Andrea non fu una fatalità", la procura apre un'inchiesta

Ora, a presidiare la salita sul tetto del centro commerciale ci sono dei vigilantes

"La morte di Andrea non fu una fatalità", la procura apre un'inchiesta

I genitori di Andrea Barone, morto dopo una caduta di 40 metri nel condotto del centro commerciale Sarca, a Sesto San Giovanni, non possono credere che la scomparsa del figlio sia stata una fatalità.

È chiaro che Andrea su quel tetto non avrebbe potuto salirci, ma è altrettanto chiaro che lungo il suo percorso non ha trovato nessun ostacolo, che lo facesse desistere dal suo obiettivo. Lui e i suoi amici hanno preso l'ascensore, poi hanno salito i gradini di ferro e sono arrivati sulla terrazza sul tetto del supermercato. Erano appena passate le 22 quando i ragazzi avevano deciso di tornare indietro, ma Andrea non si era accorto di quella buca, l'inizio del condotto che dal tetto portava fino al secondo piano sotto zero, dove il corpo del 15enne è stato ritrovato dai vigili del fuoco. Nessun segnale di pericolo indicava la presenza dell'inizio del canale, che non era circondato da protezioni e non aveva nessuna copertura.

Ora, però, dopo la morte di Andrea, ci sono dei vigilantes a presidiare la via che porta sul tetto, per evitare tragedie simili. Sarà compito della procura, che ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, per il momento contro ignoti, accertare se i vigilantes avrebbero dovuto essere presenti anche prima della tragedia, o se siano state messe come precauzione aggiuntiva, per evitare che si verifichino altri eventi simili. Se venisse accertata la prima ipotesi, allora la piena responsabilità sarebbe da attribuire ai responsabili della sicurezza del centro commerciale. Ed è quanto sostengono i genitori di Andrea, che lo ricordano come un ragazzino serio, con "la testa sulle spalle", come riporta il Corriere della Sera. "Adesso sta invece uscendo un’immagine sbagliata e totalmente ingiusta, quella di un adolescente che viveva per osare, per infilarsi in zone rischiose. No, non è così", sostiene il padre del 15enne. Nessuna fatalità, quindi, secondo i genitori, che ora chiedono che vengano indivituati i colpevoli della morte di Andrea.

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