Morto Sergio Canciani, storico corrispondente Rai da Mosca

Il giornalista si è spento a Trieste all'età di 76 anni. Seguì la guerra nell'ex Jugoslavia e fu corrispondente Rai da Mosca. Nelle sue cronache raccontò le mire di Putin sull'Ucraina

Morto Sergio Canciani, storico corrispondente Rai da Mosca

"Da Mosca è tutto". Per oltre un decennio aveva raccontato al pubblico televisivo italiano la Russia, sino ascesa di Putin. Ma le sue cronache avevano documentato anche la guerra nell'ex Jugoslavia e gli avvenimenti socio-politici internazionali. Si è spento all'età di 76 anni il giornalista Sergio Canciani, storico corrispondente Rai dalla capitale russa. Il cronista, volto noto del servizio pubblico, è morto nella sua casa a Trieste, nel rione di San Giovanni dove era nato e al quale era sempre rimasto legato.

Canciani, classe 1946, aveva iniziato la sua carriera in Rai entrando nella testata giornalistica regionale, prima nella redazione slovena e poi in quella italiana di Trieste. Raccontò la guerra nell'ex Jugoslavia, l'assedio di Sarajevo, l'evolversi del conflitto nei Balcani. Tra le sue cronache più celebri, anche quella dei funerali di Tito e la caduta di Ceausescu in Romania. Confezionò servizi per Tg1, Tg2 e Tg3. Alla fine degli anni '90 divenne corrispondente Rai da Mosca. In trascorse quasi 15 anni: rimase infatti nella capitale fino al 2011, raccontando Eltsin e poi l'arrivo di Putin. Al riguardo, Canciani fu proprio uno dei primi cronisti a descrivere l'evoluzione che l'ex agente del Kgb avrebbe impresso al Cremlino, sia nella politica interna sia all'estero.

Giornalista televisivo, collaborò anche con diverse testate della carta stampata e scrisse saggi sugli argomenti geopolitici dei quali si appassionava. I titoli di alcuni suoi libri, oggi, colpiscono per la loro lungimiranza: si pensi a "Roulette Russia", saggio dedicato alla disfatta dell'ex impero sovietico, oppure a "Putin e il neo-zarismo. Dal crollo dell'URSS alla conquista della Crimea". Fu tra i primi a parlare delle intenzioni del presidente russo sull'Ucraina.

Raggiunta l'età della pensione, lasciò la Russia per ritornare in Italia, ma continuò a seguire le vicende estere con attenzione. La sua scomparsa sopraggiunge in un momento in cui l'attualità porta notizie decisive proprio dalla Russia: il Paese "lontano" che Canciani riusciva a far sentire vicino ai telespettatori italiani

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