La "moschea" di Centocelle sequestrata per abuso edilizio

I locali erano utilizzati dalla comunità bengalese. La polizia ora ha posto i sigilli

La "moschea" di Centocelle sequestrata per abuso edilizio

Si trova in via delle Celidonie, a Centocelle, il locale di circa 250 metri quadri che le forze dell'ordine hanno sequestrato questa mattina, contestando un abuso edilizio per il luogo, adibito a moschea.

Di proprietà di un italiano, era stato modificato senza ottenere prima una autorizzazione, per permettere ai fedeli di pregare al suo interno. Gli agenti della Polizia edilizia del gruppo Casilino hanno trovato sul posto un 43enne del Bangladesh, responsabile di una associazione di volontariato e "imam" della moschea.

Le forze dell'ordine hanno ora messo i sigilli ai locali e continuano le indagini. La moschea di Centocelle non è tuttavia l'unico caso simile nella Capitale: molte le moschee che operano senza un reale permesso, accanto alla grande moschea, riconosciuta invece come rito di culto.

Molte delle moschee irregolari, scriveva il Giornale a gennaio, nascono - come nel caso di Centocelle - per fornire un servizio alla comunità bengalese, che prende in affitto scantinati, garage o vecchi magazzini, per poi riadattarli e utilizzarli per le preghiere quotidiane.

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