Quindi, oggi...

Murgia asfaltata, il sondaggio sui vaccini e Curry: quindi, oggi...

Quindi, oggi...: il sondaggio sui vaccini ai bambini, le triple di Steph Curry e il piagnisteo di Carlo Verdelli

Murgia asfaltata, il sondaggio sui vaccini e Curry: quindi, oggi...

- Covid, sondaggio sui vaccini: 1 italiano su 2 favorevole all’iniezione ai bambini tra 5 e 11 anni. Oppure va letto: 1 su 2 contrario alla vaccinazione dei bimbi?

- la magia del Fatto Quotidiano. Dopo il telescazzo a Cartabianca, il giornale di Travaglio lo riassume così: “Gli insulti del no vax Contri a Scanzi e Caprarica”. Ora, va bene tutto. Capisco tirare addosso ai no vax. Però a ricoprire di sterco il prossimo non è stato solo Contri (il quale, peraltro, era 1 contro 3), ma pure sua santità Scanzi. Il quale ha rivolto al prof appellativi del tipo “hai il cervello di un cercopiteco”, “cretino”, “vai a zappare”. Nasconderlo è da sciocchino (per non dire di peggio)

- dico la mia su una roba noiosissima che forse non interesserà ai lettori. Come sapete è stata introdotta una norma sulla presunzione di innocenza, che di fatto impedisce (o dovrebbe impedire) ai magistrati inquirenti di commentare le indagini che svolgono. Una mossa, insomma, a difesa dell’indagato/imputato. Vedo i colleghi stracciarsi le vesti, compreso il direttore Feltri. Invece è cosa buona e giusta. La storia ha dimostrato che in Italia né i pm né noi giornalisti siamo stati in grado di rispettare il principio secondo cui un indagato non è un condannato. Ogni volta che escono i dettagli di un’indagine, il riflesso condizionato della stampa è quello di sposare la tesi dell’accusa, considerare prove quelle che nessun giudice ha ancora ritenuto tali e infine di crocifiggere l’indagato. Se poi i teoremi del pm si rivelano fasulli, magari dopo 5 o 10 anni, chissenefrega. Questo, sinceramente, mi fa orrore. Se i cronisti imparassero a raccontare e criticare le indagini, invece di sposarle, allora forse potremmo discuterne. Fino ad allora, ben venga il bavaglio

- bellissimo pezzo di Gandola, sulla Verità, in merito al record di triple di Steph Curry, che a 33 anni e con solo 789 partite è riuscito a segnare 2.977 “bombe”, diventando così il killer del mondo dall’arco dei tre punti. Più di un gigante come Ray Allen. Tutto bellissimo. Ed è vero che Curry ha “rivoluzionato” l’Nba a suon di triple. Va anche detta una cosa, però, che la metà (forse) di chi mastica basket non può non far notare: da quando i suoi tiri da ogni distanza sono la regola nel basket americano, l’Nba è diventata noiosa. Le partite sono diventate una gara di tiro da tre punti, chi ne mette di più vince. Inguardabile

- Carlo Verdelli piagnucola in un’intervista, ricordando di essere stato licenziato quando lo avevano minacciato di morte (scritte e avvisi pubblicati sui social, niente di più). Solidarietà, ovviamente. Ma lui aprì il suo giornale così: “Cancellare Salvini”. Che a casa mia è pure una minaccia, checché lui cerchi di trasformarla in una critica o in una “sintesi tra una polemica politica di giornata e un invito al Pd e M5S a contrastare” Salvini (come, scusa? Ma che vol dì?). La verità è che se le minacce le pubblica Repubblica, va tutto bene

- dice Mattarella: "La realtà dei nostri giorni ci lascia intendere come in ogni ambito delle relazioni internazionali approcci esclusivamente nazionali non abbiano speranza di successo”. Ma non è che tra le righe c’è pure una piccola bacchettata a Draghi e Speranza per la circolare con cui chiedono un tampone ai vaccinati che arrivano dall’estero?

- domanda: ma se i pm di Siena hanno davvero operato in quel modo, diciamo raffazzonato, entrando sulla scena del crimine, come si fa ad essere sempre così convinti della correttezza delle tesi di chi indaga?

- il Pnrr prevede un cassetto digitale per gli atti della Pa, in modo da eliminare le scartoffie. Bello, bellissimo. Ma la vera rivoluzione sarebbe eliminare i documenti inutili, non archiviarli digitalmente

- Michelle Hunziker asfalta la Murgia e tutte le paladine della schwa per declinare il genere nella scrittura.

In sintesi: non ha senso usarlo, crea una confusione enorme e non serve a combattere la disparità di genere. Poi la showgirl bastona pure "l'arroganza" di chi sostiene questa irrazionale scrittura femministicamente corretta. Non c'è molto altro da dire: 1 minuto di applausi

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