Nel grande ghetto degli africani dove si nascondono i criminali

Blitz della polizia nel ghetto di Rosarno. Qui vivono, in condizioni igieniche inesistenti, mille africani. È un covo per chi delinque

Nel grande ghetto degli africani dove si nascondono i criminali

La tendopoli di San Ferdinando è assediata. Un elicottero della polizia, dalle prime ore del giorno, sorvola il grande ghetto ormai zeppo di immigrati. A terra, invece, gli agenti lo stanno rivoltando "come un calzino". Cani anti droga, uomini della scientifica, poliziotti in tenuta anti sommossa cercano droga e chissà cos’altro, tra le tende lacerate dal tempo e le nuove baracche sorte da poco (guarda la gallery). La tendopoli, al momento, è abitata da circa mille africani, la maggior parte di loro senza nome e documenti. Da tempo è diventata un covo anche per chi delinque. Il posto giusto per nascondersi dalle forze dell’ordine e farla franca (guarda il video).

Solo qualche giorno fa avevamo denunciato lo sfruttamento della prostituzione (nera) che avviene sulla Statale 18 tra Rosarno e Vibo Valentia e all’interno della tendopoli stessa. Basta fare un giro tra gli accampamenti di fortuna per imbattersi in decine di giovani africane intente a vendersi ai propri connazionali. Tra le capanne, costruite con legni, cartoni e plastiche, ci sono anche piccoli caffè. Disseminati in tutto il campo. Anche a fianco alla moschea. Oltre a guardare la tv e a bere super alcolici si fuma marijuana. Lo si avverte dal forte tanfo che ci stordisce mentre attraversiamo la tendopoli. L’illegalità regna sovrana. Quella è terra di nessuno. Le condizioni igienico sanitarie sono inesistenti. I vecchi bagni e le vecchie docce non bastano per tutti e, così, gli immigrati sono costretti a fare i propri bisogni per strada o, nel peggiore dei casi, ad un passo dalla propria tenda. È una latrina a cielo aperto. E pensare che nei prossimi giorni è previsto l’arrivo di altri mille immigrati.

Provengono dalla Lombardia, dalla Puglia, dal Trentino. Sono in cerca di lavoro. Che manca già agli italiani.

I cittadini della Piana sono preoccupati. Sono tanti, troppi i neri d'Africa. Nessuno li governa e si sentono padroni di vivere senza regole. Neanche le loro. Intanto, proprio difronte al ghetto, procedono i lavori per la costruzione del nuovo campo. Evidentemente troppo piccolo per accoglierli tutti. Presto si dovrà procedere allo sgombero della tendopoli già esistente: ma non è cosa facile. "Potrebbe accadere una nuova rivolta - ci dice un volontario - i ragazzi sono tanti. Se li cacciano da qui dove vanno? Già manca tutto: l’acqua, l’elettricità, la fogna".

Ma, soprattutto, diciamolo, manca la sicurezza. Nelle prossime ore è prevista una conferenza stampa in Prefettura per la comunicazione del risultato dell’operazione odierna.

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