"Non lo dicono". Zangrillo e la verità sui contagi

Calano i contagi nel Regno Unito e Alberto Zangrillo punge parte della stampa italiana, "colpevole" di non aver riportato la buona notizia

"Non lo dicono". Zangrillo e la verità sui contagi

Dopo il rapido incremento dei casi delle scorse settimane, nel Regno Unito i contagi tornato a calare. Da cinque giorni consecutivi i numeri delle nuove infezioni diminuiscono rapidamente grazie all'azione dei vaccini. È Alberto Zangrillo a commentare le buone notizie che arrivano da oltre Manica, non senza una buona dose di ottimismo: "Nonostante le 'folli riaperture' del primo ministro Boris Johnson, per il quinto giorno consecutivo crollo dei contagi Covid in Gran Bretagna".

In una settimana, nel regno di Elisabetta II i casi si sono ridotti drasticamente passando dai 49mila di domenica scorsa ai 29.173 di ieri. Una riduzione di ventimila casi in soli 7 giorni è un risultato importantissimo che fa ben sperare anche per il nostro Paese, dove i contagi, invece, sono in aumento da diversi giorni. Gli analisti sostengono che il Regno Unito abbia ormai superato il picco della sua terza ondata, nonostante i ricoveri siano ancora in crescita anche se a un ritmo molto basso. La decrescita dei ricoveri è sempre successiva rispetto al momento in cui iniziano a diminuire i casi. Quella dei decessi è l'ultima curva che inverte l'andamento.

Alberto Zangrillo ha commentato l'andamento dell'epidemia in terra inglese sui suoi social ma non ha potuto fare a meno di notare un dettaglio: "Per conoscere la notizia dobbiamo leggere 'The Times'. Alla stampa italiana le buone notizie non interessano". Un forte ammonimento a una parte dei mezzi di informazione del nostro Paese, che non avrebbero dato abbastanza eco a questa notizia che, com'è sempre stato finora, anticipa di circa 20 giorni quanto accade nel nostro Paese. È stato così in inverno quando, con una differita di alcune settimane rispetto al Regno Unito, l'Italia è entrata nella sua terza ondata ed è stato così anche per la ripresa dei contagi di questa ondata, la quarta per l'Italia e la terza per il Regno Unito.

Nonostante i più allarmisti non considerino finita l'emergenza nel Regno Unito, in attesa del possibile nuovo incremento derivante dalle riaperture quasi complete del 19 luglio, Boris Johnson può comunque sorridere. Al momento i dati gli danno ragione, supportati anche dalla chiusura estiva delle scuole che, come evidenziato anche in altri Paesi, ha un effetto mitigante sui contagi. Il Regno Unito può guardare con ancora più fiducia alla ripresa senza la maggior parte delle restrizioni che hanno caratterizzato gli ultimi mesi. Una vittoria per il primo ministro inglese, criticato aspramente in patria e all'estero per la sua politica di gestione dell'epidemia.

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