"Non è rilevabile": ecco perché "Omicron 2" preoccupa

La sottovariante di Omicron, Omicron 2, è stata sequenziata in oltre il 50% dei tamponi in Danimarca dove si registrano casi record. "Più trasmissibile, non possiamo ignorarla"

"Non è rilevabile": ecco perché "Omicron 2" preoccupa

La Danimarca ha registrato il proprio record di contagi: 33.493 nuovi casi Covid nelle ultime 24 ore, dato mai raggiunto dall'inizio della pandemia. La notizia meno positiva, e non soltanto per i danesi, è che buona parte dell'impennata è dovuta alla "sorella" gemella della variante Omicron, Omicron 2, rilevata in 5.469 tamponi sequenziati su quasi 7mila, più della metà, mentre la settimana scorsa era soltanto il 2% del campione.

Cosa si sa della nuova Omicron

Nome in codice "BA.2", è adesso sotto la lente d'ingrandimento degli epidemiologi. "Non sappiamo ancora nulla della sua pericolosità o della sua capacità di sfuggire al sistema immunitario", ha affermato il prof. Antoine Flahault, epidemiologo e direttore dell'Istituto di Salute globale dell'Università di Ginevra, intervistato dal giornale francese Liberation. Nel sistema di classificazione utilizzato per tracciare il Sars-Cov-2, Omicron è codificata come B.1.1.529. Gli scienziati hanno deciso di cambiare il prefisso B in BA, da cui BA.1 per la variante Omicron e BA.2 per la sua sottovariante, Omicron 2. La prima presenta le caratteristiche generali individuate in Sud Africa all'inizio di novembre mentre BA.2, sequenziata alla fine dello stesso mese, differisce da essa per poco più di 20 mutazioni di cui circa la metà a livello della proteina Spike, utilizzata dal virus per legarsi alle cellule.

"Ancora più trasmissibile"

Omicron 2 preoccupa gli epidemiologi perché non sarebbe rilevabile oltre a essere altamente contagiosa come la "sorella" che tiene sotto scacco tutta Europa. Florence Débarre, biologa evoluzionista presso l'Istituto di Ecologia e Scienze Ambientali di Parigi, sottolinea che "il fatto che in Danimarca BA.2 abbia avuto la precedenza su BA.1 suggerisce che sia ancora più trasmissibile". Si unisce al pensiero anche il prof. Flahult: "Mentre la Danimarca prevedeva di raggiungere il picco a metà gennaio, le contaminazioni hanno ripreso a salire e ora sembrano essere attribuibili a questa nuova variante BA.2. Anche in Francia i vari modelli hanno suggerito un picco intorno al 15 gennaio, ma sembrano essere in aumento anche le nuove contaminazioni".

I rischi per l'Italia

In realtà, Omicron 2 circola anche nel nostro Paese come ha evidenziato al Messaggero il Prof. Carlo Federico Perno, osservata già qualche settimana dopo il ceppo base Omicron. "In Italia questa sotto-variante della variante Omicron di Sars-CoV- 2 c'è". La buona notizia è che, al momento, sembra nettamente minoritaria ben sapendo che "questo è un campo in tale evoluzione che il dato cambia rapidamente. In altri Paesi ce n'è un pò di più".

"Non possiamo ignorarla"

Si è espresso sull'argomento anche Massimo Galli, già direttore del reparto di Malattie infettive dell'ospedale Sacco di Milano. "Non sappiamo molto. E comunque non possiamo ignorarla, va osservata. È ancora una volta la dimostrazione che, come sappiamo, questo virus cambia". La storia ci dice che in meno di un anno sono emerse ben tre varianti in grado di sostituirsi l'una con l'altra:l 'Alfa o inglese, poi l'indiana detta Delta, e poi Omicron. "Finché non vacciniamo a fondo i Paesi più poveri, avremo sempre il rischio di nuove varianti. E ciò accade anche quando in un Paese molto vaccinato, come il nostro, il virus riesce a circolare molto ed infettare molto", conclude.

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