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Cronache

Il piano vaccini cambia ancora: l'incognita sui cinquantenni

Anche Johnson&Johnson, con molta probabilità, sarà destinato in Italia solo agli over 60. Il governo attende il parere dell'Agenzia europea per i medicinali (Ema) prima di assumere una decisione in merito

Wall Street Journal: "Ecco quanti morti avrebbe evitato l'Italia se avesse vaccinato gli over 70"

Le possibili limitazioni alla somministrazione dei vaccini AstraZeneca e Johnson&Johnson in base all’età, potrebbero creare, nei prossimi mesi, problemi per i cinquantenni, i quali rischiano di finire in un preoccupante limbo che rischia di rallentare la campagna vaccinale. Anche Johnson&Johnson, con molta probabilità, sarà destinato in Italia solo agli over 60. Il governo attende il parere dell'Agenzia europea per i medicinali (Ema) prima di assumere una decisione in merito. Tutto fa pensare che si va in questa direzione, poiché, come riporta la Repubblica, l’idea per il futuro è quella di spingere l’Europa intera a siglare, a partire dal biennio 2022-2023, contratti solo con le case farmaceutiche che producono vaccini a Rna messaggero. Questo significa che si andrà avanti con Pfizer e Moderna. Troppe incertezze avvolgono i vaccini AstraZeneca e Johnson&Johnson, i cui effetti collaterali sembrano colpire maggiormente le persone più giovani.

Seconda dose con un altro vaccino? "Assurdo bricolage"

Gli esperti ritengono che il problema possa derivare dall’adenovirus, il vettore virale contenuto in AstraZeneca e in Johnson&Johnson, ma anche nello Sputnik e nel vaccino italiano Reithera. Per Az si tratta di un adenovirus di scimpanzè, mentre per J&J di un adenovirus umano e proprio il vettore virale potrebbe essere associato, secondo un’ipotesi tuttora allo studio, agli eventi rari di trombosi segnalati a seguito dell’immunizzazione con i due vaccini. Per questo motivo l’Europa sta pensando di usare questi antidoti solo per le persone over 60. È evidente che una decisione del genere potrebbe far saltare il banco e l’intero programma vaccinale. Fino a questo momento il ministero della Salute e il Comitato tecnico scientifico hanno lavorato nell’ottica di usare le fiale Johnson&Johnson anche per la fascia d’età che va dai 55 ai 60 anni, ma adesso le cose potrebbero cambiare.

Il richiamo con altro siero: Pfizer, Moderna o Sputnik

Ciò creerebbe conseguenze molto negative. A luglio, per esempio, si evidenzierebbe l’incognita dei cinquantenni, con un “buco” per chi è tra i 55 e i 60 anni. Inoltre, ci potrebbero essere dei rallentamenti anche per i quarantenni, che il governo aveva intenzione di immunizzare quanto prima. Dovendo utilizzare solo Pfizer e Moderna, con la possibilità che le dosi scarseggino, sarà tutto più complicato. Il ministro della Salute Roberto Speranza ha convocato Aifa e Cts, in attesa del responso dell’Ema; l’obiettivo è portare a casa anche il vaccino Johnson&Johnson ed evitare possibili defezioni. Quest’ultimo vaccino, come AstraZeneca, è finito nell’occhio del ciclone per gli effetti collaterali provocati negli Stati Uniti. Si tratta di venti reazioni sospette e cinque morti al vaglio delle autorità competenti. Non siamo di fronte a dati peggiori di AstraZeneca, ma sufficienti per bloccare temporaneamente la somministrazione.

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