Occhio alla sosta benzina: così i ladri portano via tutto

Prendevano di mira soprattutto le donne i tre uomini sinti arrestati a Bologna, autori di almeno 37 furti a bordo delle automobili parcheggiate

Occhio alla sosta benzina: così i ladri portano via tutto

Con un'azione condotta all'alba, i carabinieri di Bologna hanno fatto scattare le manette ai polsi dei componenti di una banda di ladriche ha agito tra Bologna e Modena da ottobre 2020 a maggio 2021. Il loro obiettivo erano soprattutto le auto parcheggiate davanti ai supermercati o nei pressi dei benzinai, bersagli facili per loro che avevano fatto della rapidità di azione il loro punto di forza.

La dinamica dei furti è stata ricostruita grazie all'intervento dei carabinieri, alle telecamere di sicurezza e alle testimonianze delle sfortunate vittime della banda di ladri. I malviventi agivano in tre. Uno di loro si avvicinava all'auto e, approfittando di un momento di distrazione dell'automobilista, che magari era impegnato a caricare l'auto, riportare il carrello o pagare il rifornimento, si introduceva all'interno dell'automobile per arraffare tutto quello che poteva. Pochi secondi bastavano per portare via zaini, borse, computer e anche le sporte della spesa appena acquistata.

Gli altri complici lo attendevano in un'auto di grossa cilindrata poco distanti e così potevano scappare velocemente e far perdere le loro tracce. Un sistema collaudato, che ha permesso di effettuare, come ricostruito dai carabinieri, almeno 37 furti e 2 rapine. Forse i ladri temevano reazioni da parte delle vittime, o conseguenze serie per il loro gesto, i prodi ladri fermati dalle forze dell'ordine, infatti in 32 casi hanno messo nel loro mirino le donne.

L'azione dei carabinieri è stata coordinata dal pm Anna Cecilia Maria Sessa ed è stata condotta su un territorio piuttosto esteso tra Modena e Bologna, all'interno del quale la banda di malviventi ha colpito in almeno 17 comuni. In manette sono finiti 3 uomini di origine sinti, che sono poi risultati avere già precedenti con la giustizia. Cemp Debarre di 36 anni, Massimo Debarre di 38 anni e Michel Minguzzi di 31 anni sono ora in carcere, accusati di furto aggravato, rapina, uso indebito di carte di credito che venivano rubate durante i colpi e falsità materiale, visto che effettuavano i colpi con vetture con targa contraffatta. Dai controlli effettuati dai carabinieri è emerso che i tre uomini erano percettori del reddito di cittadinanza.

"Agivano con precisione, sistematicità. Erano spregiudicati nella scelta delle vittime", hanno riferito i carabiieri nel corso della conferenza stampa.

Il capitano del nucleo operativo Bologna centro, Benedetto Paulucci, ha spiegato: "In un giorno sono arrivati a fare otto colpi. Approfittavano della distazione di chi era intento a pagare alla colonna del benzinaio o di chi magari stava lasciando il carrello. Agivano a ridosso dell'orario di chiusura, il buio li aiutava".

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