"La gestione finanziaria vaticana paga le scelte sbagliate del Papa"

Il figlio di Roberto Calvi ha analizzato quanto sta accadendo in Vaticano, parlando pure degli uomini di cui Bergoglio ha scelto di fidarsi in questi anni

"La gestione finanziaria vaticana paga le scelte sbagliate del Papa"

"Il Papa ha perso l'opportunità di affidarsi a una gestione esterna e di sviluppare gli utilizzi legittimi dell'extrateritorrialità...". Inizia così, con una velata critica a Jorge Mario Bergoglio, la disamina che Carlo Calvi ha fatto dell'odierna situazione del Vaticano. Sì, stiamo parlando del figlio del banchiere ritrovato senza vita presso un ponte londinese nel 1982.

Una di quelle storie a cui la giustizia sta ancora cercando di dare una risposta. Una di quelle cui viene ancora attribuita la qualità di "mistero". Ma l'analisi che Carlo Calvi ha presentato non si è lmitata solo alla sfera delle cosiddette "finanze vaticane", perché ha finito pure con lo sfiorare una delle questioni più segnalate in questi anni dal "fronte tradizionale", ossia la storia del "cerchio magico", che il Papa avrebbe scelto per riformare nel profondo sia la Curia sia l'andazzo della Santa Sede. Un "cerchio magico" che non starebbe dando una grossa mano alla causa.

E infatti Carlo Carvi, che ha rilasciato una intervista a La Verità, si è espresso per mezzo di un'elencazione che parte dal vescovo argentino Gustavo Zanchetta, che è stato tirato in ballo tramite accuse che abbiamo già avuto modo di riportare, e arriva fino al coordinatore del C9, cioè del mini consiglio voluto dal Santo Padre proprio ai fini di questa riforma complessiva, il cardinale dell'Honduras Rodriguez Maradiaga. L'ex arcivescovo di Buenos Aires, stando al parere espresso dal figlio del "banchiere di Dio", è costretto a dover affrontare le conseguenze derivanti dall'aver selezionato queste personalità.

Uno dei retroscena principali svelati da Calvi è quello che riguarda il presunto "confronto" che si sarebbe svolto tra cardinale australiano George Pell, che Papa Bergoglio aveva posto a capo della Segreteria per l'Economia e e che ora si trova in carcere in Australia dove deve scontare la pena inflittagli per abusi, e la Segreteria di Stato, ossia il "ministero degli Esteri" della Santa Sede. Ricorderete come, secondo quanto emerso nei giorni appena trascorsi, l'ultimo scandalo relativo ai sacri palazzi stia riguardando proprio delle acquisizioni disposte in alcuni uffici della Segreteria di Stato. Ma Calvi sembrerebbe aver tirato in ballo anche dell'Apsa, cioè della Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica, quando ha dichiarato che "si vuole sfuggire alla svalorizzazione dello Ior e proteggere la solidità degli investimenti immobiliari della Santa Sede".

Dopo aver detto la sua anche sul fatto che questi presunti scandali, gli ultimi emersi, abbiano di nuovo a che fare con Londra, Carlo Calvi ha ripercorso anche la vicenda processuale che ha interessato la morte di suo padre, ponendo l'accento sul ruolo svolto dal procuratore Pignatone. Lo stesso che Jorge Mario Bergoglio ha scelto come presidente del Tribunale del Vaticano. Ora l'indagine sulla morte del "banchiere di Dio" è di competenza della Procura generale presso la Corte d'Appello di Bologna. E l'intervistato ha tenuto a rimarcare la sua "fiducia" nei confronti di una "indagine" che ritiene "molto seria".

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