Cronache

Stato d'emergenza a Lampedusa: cosa sta succedendo

Il sindaco di Lampedusa ha fatto appello a Mario Draghi per ricevere aiuto nella gestione delle imbarcazioni dei migranti alla deriva

Stato d'emergenza a Lampedusa: cosa sta succedendo

L'isola di Lampedusa è al collasso. Con il bel tempo sono tornati gli sbarchi in massa dei barchini e l'emergenza sull'isola è tornata a farsi sentire. Una situazione drammatica per Lampedusa, tanto che pure il sindaco Totò Martello ora si arrende e chiede aiuto. Gli arrivi indiscriminati sull'isola sono ogni giorno più numerosi e i barchini che vengono abbandonati alla deriva iniziano a essere un grave problema per Lampedusa.

"In questa fase la macchina dell'accoglienza umanitaria regge, al momento l'emergenza che Lampedusa sta affrontando è legata soprattutto ai barchini dei migranti che restano alla deriva creando problemi ambientali, mettendo a rischio la navigazione nelle nostre acque, oppure affondano creando tanti di quei danni ai pescherecci e alle loro reti e attrezzature da rendere in certi casi impossibile la pesca da parte delle nostre marinerie", ha spiegato il sindaco dell'isola.

L'impegno dei residenti e delle forze dell'ordine impegnate anche su questo fronte è notevole ma non sembra bastare. "Sono numerose le imbarcazioni dei migranti che anche in questi giorni vengono recuperate dal personale dell'Area marina protetta delle Isole Pelagie, spesso con l'aiuto dei pescatori lampedusani", ha spiegato Totò Martello, che davanti a una situazione così complicata non può che alzare bandiera bianca e chiedere il soccorso esterno. "Da soli non possiamo farcela, serve il sostegno del governo e mi rivolgo in particolare al presidente Draghi affinchè valuti il tema dei 'barchini abbandonati in mare' che rappresenta uno dei diversi ambiti di intervento legati all'impegno di Lampedusa sul fronte dell'accoglienza dei migranti", ha dichiarato Totò Martello.

Sono tantissimi i relitti alla deriva nel Mediterraneo, la maggior parte dei quali a poche miglia di distanza dalla costa lampedusana. Quando le motovedette e il sistema di sorveglianza individua i barchini con i migranti, se l'imbarcazione non può essere portata al rimorchio dopo il trasbordo degli occupanti viene lasciata in mare dopo essere stata numerata e censita. Queste barche di piccole e medie dimensioni creano problemi alla navigazione dei pescherecchi quando restano a galla. Ma quando affondano causano ulteriori danni al sistema perché danneggiano le reti e i sistemi di pesca. Quando vengono recuperate, "vengono rimorchiate dai mezzi dell'Area marina e consegnate alle autorità competenti al Molo Favaloro, per il successivo smaltimento".

Il danno ambientale causato dai barchini dismessi è enorme. Se non si incagliano sui fondali, prima o poi le correnti li spingono sulla costa, dove si infrangono contro gli scogli o nelle grotte, andando a impattare sul sistema marino. "Il fenomeno dei flussi migratori va affrontato a 360 gradi, chiedo al presidente Draghi un suo intervento diretto per la dichiarazione dello 'stato d'emergenza' relativo alle imbarcazioni di migranti disperse in mare o nei nostri fondali", ha concluso Totò Martello.

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