Ora Sarah critica il pastore che indossa la "maschera di Giuda"

Il cardinale Robert Sarah, all'interno del suo ultimo libro, esamina l'attualità della figura di Giuda. E la accosta alla crisi contemporanea della Chiesa

Il cardinale Robert Sarah, conservatore africano, ha scritto un altro libro, un'opera in cui viene segnalata in rosso la parabola discendente del nostro mondo. E una sottolineatura vale pure per la "confusione" che impera nella Chiesa cattolica. Ma non sono i soli aspetti che il porporato, che è anche prefetto della Congregazione per il culto divino e la Disciplina dei sacramenti, è solito trattare.

Nei suoi ragionamenti c'è spesso spazio - come abbiamo già raccontato - per uno dei filoni filosofico-culturali che l'alto ecclesiastico continua a seguire, ossia la scomparsa della dimensione spirituale dalla civiltà occidentale. Un elemento che a ben vedere può perfettamente essere sovrapposto alla fine impietosa del Vecchio Continente. Ma l'alto consacrato è anche preoccupato per la situazione generale del sacerdozio. Per quanto il cardinale Robert Sarah sia fedele al pontefice argentino, del resto, ha rilevato come l'"ateismo liquido", che è proprio di un'epoca che, sulla scia di Benedetto XVI, ritiene relativista, abbia attecchito persino in certi ambienti ecclesiastici.

Stanno emergendo dei passaggi di "Si fa sera, e il giorno ormai volge al declino", che è il titolo della terza opera composta dal cardinale in collaborazione con il giornalista francese Nicolas Diat, un libro che in Italia è edito da Cantagalli. Passaggi in cui viene ripercorsa in chiave attuale la vicenda esistenziale dell'apostolo Giuda. Quelle di Sarah sono parole di accusa: "Giuda è per l'eternità il nome del traditore e oggi la sua ombra incombe su di noi". Poi l'ammonimento rivolto a tutti noi: "Sì, come lui anche noi abbiamo tradito! Abbiamo abbandonato la preghiera. Il male di un efficiente attivismo si è infiltrato dappertutto".

Nelle fasi successive del discorso presentato, arriva una critica più diretta: "Relativizziamo il senso del celibato, rivendichiamo il diritto a una vita privata, tute cose in contrasto con la missione del sacedote". Quindi la figura di Giuda viene accostata alla pretese di alcuni consacrati: "Il mistero di Giuda si dilata", tuona Sarah, che rivendica l'unità del magistero, l'impossibilità di accettare, anche se non soprattutto dal punto di vista dottrinale, quello che Joseph Ratzinger ha definito "collasso morale" ma pure il fatto che la Ecclesia, nonostante tutto, sarà in grado di superare questa fase di crisi. Ma le bordate sono potenti. Viene rimarcato, infatti, come alcuni "pastori" usino "svendere la dottrina cattolica e seminare la divisione tra fedeli". Si tratta di avvertimenti e considerazioni destinati a far discutere.

Il cardinale Robert Sarah, più in generale, avverte l'intero clero sui pericoli comportati da una fascinazione provata verso la mediaticità e la mondanità, elencando atteggiamenti che, senza mezzi termini, vengono collegati con le scelte operate da Giuda.

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